Schiaffeggiare i bambini è accettabile? Il parere della ricercatrice

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Colpire un bambino con uno schiaffo è accettabile come forma di punizione? Una professoressa di psicologia dell’Università di winchester, Ana Aznar, ha scritto un nuovo articolo su The Conversation su questa annosa questione.
Molti ricercatori ritengono gli schiaffi non positivi per lo sviluppo dei bambini. Secondo altri ricercatori gli effetti negativi degli schiaffi sui bambini potrebbero essere stati esagerati. Altri ancora ritengono che gran parte della ricerca scientifica su questo argomento non sia ancora arrivata a stabilire che lo schiaffo possa essere sicuramente una cosa negativa per i bambini.[1]

Punizioni fisiche, e dunque anche lo schiaffo, sono abbastanza inefficaci

Schiaffeggiare un bambino è diventato illegale in 63 paesi mentre in molti altri, tra cui anche l’Inghilterra, non rappresenta un reato. In realtà l’opinione pubblica, e in parte anche il mondo scientifico, è abbastanza divisa sulla questione. La Aznar spiega che diverse ricerche hanno mostrato che le punizioni fisiche, e dunque anche lo schiaffo, sono abbastanza inefficaci, in molti casi dannose, per quanto riguarda lo sviluppo dei bambini. Il problema è che lo schiaffo non è d’aiuto per il bambino nel capire perché quello che ha fatto era sbagliato e questo è un rischio che diventa molto più alto quando non si spiega bene al piccolo cosa ha sbagliato e cosa è giusto da fare.

Punizioni fisiche collegate a problemi comportamentali e di salute mentale

Inoltre, come spiega la ricercatrice, spesso i bambini sono letteralmente troppo presi dalle proprie emozioni e non riescono a comprendere lo sbaglio anche quando glielo si spiega. Il pericolo è che poi il bambino possa eseguire gli ordini del genitore perché ha paura di un altro schiaffo e non perché ha capito di aver fatto un errore.
Inoltre, spiega la ricercatrice, le punizioni fisiche generali sono state collegate in diversi studi a problemi di salute comportamentale, salute sociale e salute mentale nel corso dell’infanzia nel corso dell’adolescenza. In sostanza i bambini sottoposti a punizione fisica sono caratterizzati da probabilità più alte di avere problemi di salute emotiva oppure di salute mentale, tra cui depressione e ansia. Inoltre i bambini sottoposti a punizione fisica corrono un rischio più grande di sviluppare l’aggressività e, di conseguenza, comportamenti rischiosi.[1]

A giocare un ruolo importante è anche lo stress dei genitori

Infine, secondo la ricercatrice, a giocare un ruolo importante è anche lo stress dei genitori: un genitore stressato è meno sensibile ai bisogni del figlio e quindi più propenso ad usare punizioni fisiche come gli schiaffi. In effetti, fa notare la ricercatrice, lo schiaffo è una risposta emotiva da parte del genitore, spesso messa in atto quando lo stesso genitore non sa più come controllare il comportamento del figlio. Ne è testimonianza lo studio che la stessa ricercatrice ed altri ricercatori dell’Università di winchester hanno effettuato durante i blocchi della pandemia di COVID-19 nel Regno Unito.[2] I genitori con livelli di stress più alti dichiaravano di punire i figli più frequentemente e di essere in generale più severi con loro. Il risultato conseguito dallo studio della Aznar è coerente con quelli raggiunti da altri studi e rapporti secondo i quali la violenza contro i bambini è aumentata durante i blocchi della pandemia.

Note e approfondimenti

  1. Smacking children: what the research says
  2. Physical punishment and child outcomes: a narrative review of prospective studies – ScienceDirect (DOI: 10.1016/S0140-6736(21)00582-1)

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