Scienziati creano girini in laboratorio più adatti ai cambiamenti climatici

Pseudophryne guentheri (credito: Nicki Mitchell, School of Biological Sciences, University of Western Australia)

Girini più adatti ai cambiamenti climatici in corso creati in laboratorio: è il risultato annunciato da un team di ricercatori dell’Università dell’Australia Occidentale in relazione ai tentativi di aiutare alcune popolazioni di rane minacciate di estinzione proprio a causa del riscaldamento globale.
L’innalzamento delle temperature, e tutti i fenomeni climatici collegati, rappresentano infatti un bel problema per molte specie di rane e tra di esse ci sono quelle endemiche di diverse zone dell’Australia afflitte dalla siccità.

Pseudophryne guentheri

I ricercatori si sono concentrati soprattutto su una specie di rana (Pseudophryne guentheri) che usa il terreno umido per allevare le sue uova e che si può trovare soprattutto nell’area dell’Australia sud-occidentale. Quest’area, infatti, ha visto un calo delle precipitazioni eccezionale nel corso degli ultimi quattro decenni.

Mix tra le popolazioni di rane

In relazione proprio alla tolleranza alla siccità, i ricercatori hanno mischiato il seme e le uova di quattro diverse popolazioni di rane striscianti, ognuna delle quali provenienti da una zona diversa con un livello di pioggia più o meno superiore all’altra.
Le uova fecondate sono state allevate su un terreno umido oppure asciutto in laboratorio. Quando sono nati i girini ibridi i ricercatori hanno svolto le analisi scoprendo che alcuni di essi mostravano una tolleranza maggiore alle condizioni asciutte.

Scoperta sorprendente

“La scoperta sorprendente è stata che questo risultato positivo si è verificato solo quando abbiamo mescolato lo sperma di una zona più secca con uova della zona umida”, spiega la professoressa Nicki Mitchell, una delle ricercatrici impegnate nel progetto. La combinazione opposta, invece, non produceva girini con benefici evidenti nonostante le popolazioni “mixate” fossero le stesse.
Inoltre hanno scoperto che il mix che produceva i girini più adattabili era quello tra due popolazioni distanti all’incirca 100 km. Altri incroci tra popolazioni distanti 400 chilometri e quindi più diversi a livello genetico non producevano lo stesso risultato.
Ulteriori studi andranno fatti per capire se tecniche del genere possano essere riprodotte in natura per avvantaggiare le specie in pericolo.

Note e approfondimenti

  1. Fitness consequences of targeted gene flow to counter impacts of drying climates on terrestrial-breeding frogs | Communications Biology (IA) (DOI: 10.1038/s42003-021-02695-w)
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