Scienziati creano legno trasparente che blocca raggi UV, ottimo per finestre

Il legno è trasparente, resistente e isola dal calore (credito: A. James Clark School of Engineering, University of Maryland)

Un legno trasparente capace di isolare dal calore e di bloccare i raggi ultravioletti facendo passare la luce è stato creato da un gruppo di ingegneri dei materiali dell’Università del Maryland. Questo nuovo tipo di legno potrebbe essere la soluzione per le finestre del futuro in quanto permette all’80% della luce di entrare, un livello sufficiente per riempire praticamente la stanza, ma allo stesso tempo non permette a chi è fuori di guardare o sbirciare all’interno.
Questo legno simile al vetro, inoltre, presenta delle venature così come ci sono nel regno naturale.

Questo nuovo “materiale delle meraviglie” viene descritto in un nuovo studio apparso su Nature Communications. Resistente e trasparente, il nuovo legno può bloccare i raggi ultravioletti e il calore e, proprio per queste caratteristiche speciali, potrebbe trovare presto applicazione in molti edifici, in particolare in tutti quelli in cui c’è bisogno di un certo livello di efficienza energetica nonché di una certa privacy, secondo quanto lascia capire Liangbing Hu, direttore del Centro per l’innovazione dei materiali dell’università americana e uno degli autori dello studio.

Ma come è fatto questo particolare legno? I ricercatori hanno sfruttato delle particolari cellule che, quando presenti negli alberi, sono capaci di trasmettere acqua e sostanze nutritive su e giù per il tronco e per i rami. Nelle loro nuovo materiale, i ricercatori hanno sfruttato queste cellule come canali allineati verticalmente che formano una nanostruttura la quale a sua volta è alla base di un materiale nuovo che unisce le caratteristiche migliori del legno e del vetro.

Nei vari test che hanno condotto i ricercatori, il nuovo legno si è mostrato più efficace nel bloccare il calore rispetto al vetro di almeno due volte e mezzo. Si è inoltre dimostrato più resistente del legno non trattato di tre volte e mezzo. E questo senza contare il fatto che lascia passare la luce visibile bloccando i raggi ultravioletti.
I ricercatori hanno lavorato con il legno di abete ma hanno anche provato quello di pino e di tiglio che, alla fine della lavorazione, risultano un po’più chiari.

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