Scienziati creano una “nanomaglia” di rame trasparente per proteggerci dai microbi

Credito: Xtrodinary, Pixabay, ID: 7009183

Un nanomateriale fatto di sottili fibre di rame intrecciate e attentamente appiattite che potrebbe proteggerci efficacemente dagli agenti patogeni: è il progetto a cui stanno lavorando alcuni ricercatori dell’Università di Tokyo che vogliono sfruttare le già conosciute proprietà antimicrobiche del rame.

Le proprietà antimicrobiche del rame

Come spiega un articolo di ZME science, il rame è stato usato per scopi medicinali sin dai tempi antichi. Il testo medicinale più antico conosciuto, il papiro Edwin Smith, descrive proprio come il rame può essere usato per medicare le ferite e addirittura curare delle malattie veneree, tra le altre cose. Il rame possiede delle proprietà antimicrobiche a causa di caratteristiche fisiche particolari.[1]

L’effetto del rame su batteri e virus

Il rame rilascia degli ioni, particelle caricate elettricamente, le quali sono capaci di interagire con le cellule viventi. Se per un organismo complesso questa interazione non produce particolari reazioni percettibili, per i batteri l’azione di un singolo ione di rame può essere distruttiva. Gli ioni del rame sono capaci di bucare le membrane dei batteri e finanche il guscio esterno dei virus danneggiando il loro codice genetico. Neanche i patogeni resistenti ai farmaci possono proteggersi perché si tratta di un’interazione che si basa su processi elettrochimici e non di tipo biologico. Ad oggi il rame viene già usato in molte strutture sanitarie perché riduce la sopravvivenza degli stessi batteri.[1]

Creato nuovo nanomateriale di rame che potrebbe essere “indossato”

Jae Joon Kim, uno scienziato dell’Università di Tokyo che ha realizzato il nuovo studio, ha provato a nanoingegnerizzare il rame in modo che possa essere anche “indossato”, come una sorta di “seconda pelle”, affinché possa proteggerci dagli agenti patogeni, almeno in taluni ambienti e circostanze. Ha preso delle fibre di rame orientate in maniera casuale e le ha appiattite creando una sorta di “maglia”, tecnicamente un materiale inorganico nanostrutturato e bidimensionale denominato “nanomesh”. Questo materiale è 20 volte più sottile di un capello umano.[1]

Il nanomesh di rame è trasparente

Il nanomateriale è trasparente e, in teoria, potrebbe essere usato per coprire anche schermi e superfici touchscreen,[1] soprattutto quelle che vengono usate in ambito pubblico e che vengono toccate da tantissime persone di continuo (si pensi, solo per fare un esempio, agli schermi dei bancomat anche se questo tipo di interazione “touch” è sempre più utilizzato in tantissimi settori).
Lo studio è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.[2]

Note e approfondimenti

  1. Copper nanomesh “second skin” could be the future protection against all pathogens
  2. Antimicrobial second skin using copper nanomesh | PNAS (DOI: 10.1073/pnas.2200830119)

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