Scienziati del MIT creano sistema per cambiare colori degli oggetti

Un nuovo sistema per far cambiare colori agli oggetti è stato sviluppato da un team di scienziati del Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory (CSAIL) del MIT.

I ricercatori hanno creato un metodo basato su un inchiostro programmabile grazie al quale una superficie può cambiare i propri colori se è esposta ai raggi ultravioletti oppure ai raggi di luce visibile a determinate lunghezze d’onda.
Il sistema, denominato PhotoChromeleon, utilizza un particolare inchiostro fatto di coloranti fotocromatici di natura liquida che possono essere spruzzati o anche verniciati. Una volta applicati l’oggetto può cambiare il colore o i colori a seconda del raggio di luce che lo illumina, un processo reversibile che può essere ripetuto.

Il sistema è già stato testato su varie tipologie di oggetti, dalle custodie degli smartphone fino ai modellini di automobili e gli stessi ricercatori hanno creato un video pubblicato poi su YouTube.

Ed è proprio nell’ambito della personalizzazione che un sistema del genere potrebbe trovare la sua applicazione migliore, come fa intendere Yuhua Jin, l’autore principale dello studio relativo a questo progetto: “Gli utenti possono personalizzare i loro effetti personali e l’aspetto su base giornaliera, senza la necessità di acquistare lo stesso oggetto più volte in diversi colori e stili”.

Il ricercatore, insieme ai colleghi, ha modificato un sistema già esistente, denominato ColorMod, il quale però necessitava della stampa di ogni pixel sull’oggetto. Inoltre i colori potevano essere solo due: il colore di base dell’oggetto oppure trasparente.
Con questo nuovo metodo si possono cambiare tutti i colori che si vogliono a seconda del del colorante fotocromatico applicato sulla superficie.

Ogni colorante interagisce con diverse lunghezze d’onda e quindi è possibile controllare ciascun “canale” di colore attivandolo o disattivandolo a piacere a seconda della lunghezza d’onda della sorgente luminosa emessa.
Il metodo prevede l’immissione dell’oggetto all’interno di una scatola che vanta un particolare proiettore ed una luce ultravioletta che serve per “cancellare” i colori e ricominciare.

Lo stesso ricercatore ha pensato anche di creare un’interfaccia per un’elaborazione automatica dei disegni e dei modelli fornendo quindi agli utenti una sorta di autonomia per la personalizzazione.
Il processo di colorazione impiega da 15 a 40 minuti a seconda della forma e della grandezza dell’oggetto.

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