Scienziati impiantano “ricordi” nel cervello degli uccelli insegnando loro a cantare

Un gruppo di ricercatori dell’Università del Texas sudoccidentale dichiara di essere riuscito ad impiantare dei “ricordi” nel cervello di una specie di fringuello insegnando loro un motivo sonoro che non avevano mai ascoltato prima.
Nello specifico hanno eseguito questa tecnica sui diamanti mandarini, conosciuti anche come diamantini, piccoli uccelli passeriformi diffusi soprattutto in Australia.

Il canto in questi uccelli è un’abilità vocale che passa di padre in figlio: i padri, infatti, sono soliti cantare i loro motivetti ai pulcini e questi iniziano poi presto ad imitarli.
I ricercatori hanno però pensato bene di manipolare in maniera diretta il cervello dei pulcini di questa specie di uccello senza l’intervento dei genitori.

Hanno utilizzato la tecnica dell’optogenetica, una tecnica di ultima generazione in cui si utilizzano i lampi di luce per stimolare determinate aree del cervello e determinati gruppi di neuroni.
Si sono concentrati su una particolare area del cervello di questi pulcini che elabora ciò che l’animale ascolta.

Utilizzando una sorta di codice Morse, i ricercatori sono riusciti ad insegnare ai fringuelli quanto dovevano essere lunghe le varie parti del motivetto e alla fine i pulcini, una volta cresciuti, hanno imparato davvero ad eseguire un canto che non avevano mai ascoltato prima.

Si tratta però di un canto molto semplice rispetto a quelli che di solito questi uccelli eseguono quando diventano adulti e per questo gli stessi ricercatori ammettono che non hanno insegnato agli uccelli tutto ciò che devono sapere in merito al canto anche perché si sono concentrati solo su due specifiche aree del cervello quando invece dovrebbero esserne molte di più quelle coinvolte.

I ricercatori vogliono dunque scoprire questi altri percorsi cerebrali per poter così insegnare ai giovani uccelli a eseguire i propri canti senza l’intervento dei genitori.

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