Scienziati osservano l’incredibile: stella sopravvive a supernova ed è anche più luminosa di prima

La galassia NGC 1309 e vari momenti prima e dopo l'esplosione della supernova (credito: NASA, ESA, The Hubble Heritage Team (STSCI/AURA), and A. Riess (JHU/STSCI))

Una stella sopravvive ad una supernova, l’esplosione termonucleare più immane che può avvenire nell’universo, e risulta anzi più luminosa di prima. È lo strano fenomeno che ha osservato, insieme ai colleghi, il ricercatore Curtis McCully, dell’Università della California a Santa Barbara e Osservatorio di Las Cumbres. McCully ha pubblicato gli interessanti risultati in uno studio sull’Astrophysical Journal.[1]

Osservando attentamente trovavano la stessa stella nel luogo dell’esplosione

I ricercatori hanno analizzato i dati di Hubble relativi ad una supernova di tipo Ia denominata SN 2012Z. La supernova era stata inizialmente scoperta nel 2012 nelle vicinanze della galassia spirale NGC 1309, una galassia osservata in più occasioni dal telescopio spaziale Hubble. Dopo che era stata individuata, per i due anni successivi gli scienziati hanno tentato di analizzare di nuovo il luogo dell’esplosione scoprendo che c’era una stella in quel punto preciso. I ricercatori inizialmente hanno creduto che la stella non fosse quella che avevano osservato prima dell’esplosione ma in realtà era proprio la stessa, anzi era ancora più luminosa. Un vero enigma, come lo definisce nell’articolo dell’Università californiana lo stesso McCully.

Forse la supernova ha prodotto un’esplosione che non è stata abbastanza forte

L’ipotesi principale, almeno per il momento, è che la stella sia diventata luminosa perché si è gonfiata diventando più grande. Forse la supernova ha prodotto un’esplosione che non è stata abbastanza forte da distruggere la stella, spazzandone via il materiale. Parte di quest’ultimo deve essere ricaduto verso il centro formando quello che viene denominato come “residuo legato”. Lentamente la stella è tornata allo stato iniziale, un po’ meno massiccia ma più grande.
“La natura ha cercato di abbattere questa stella, ma è tornata più potente di quanto potessimo immaginare. È sempre la stessa stella, ma è tornata in una forma diversa. Ha trasceso la morte”, spiega Andy Howell, professore alla UC Santa Barbara e un altro degli autori dello studio.

Supernove e limite di Chandrasekhar

Questo studio potrebbe rivelarsi utile per capire come accadono realmente le supernove di tipo Ia. La teoria principale dietro queste immani esplosioni, almeno fino a qualche anno fa, vede le stelle nane bianche che, una volta raggiunto un certo limite (denominato “limite di Chandrasekhar” e coincidente con 1,4 volte la massa solare) innescano un’esplosione termonucleare. Tuttavia le osservazioni hanno mostrato che diverse di queste supernove sembrano essere accadute anche con stelle meno massicce.

Supernova di tipo Iax

Secondo i ricercatori che hanno realizzato il nuovo studio è quello che è accaduto alla stella della supernova SN 2012Z. Probabilmente si tratta di una “supernova di tipo Iax”, un tipo di supernova, solo teorizzato, molto strano che produce un’esplosione meno potente e più lenta. Questa nuova osservazione sembra confermare questa idea.

Note e approfondimenti

  1. Still Brighter than Pre-explosion, SN 2012Z Did Not Disappear: Comparing Hubble Space Telescope Observations a Decade Apart – IOPscience (DOI: 10.3847/1538-4357/ac3bbd)


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