Scienziati perforeranno ghiaccio più antico della Terra al polo sud: ecco a cosa serviranno i dati che otterranno

Credito: Eknbg, Pixabay, ID: 4051511

È uno “sforzo senza precedenti” per quanto riguarda tutto il settore della paleoclimatologia quello che un team di ricercatori sta realizzando in Antartide. Tecnici e ricercatori intendono infatti prelevare carote di ghiaccio da diverse centinaia di metri di profondità in quello che non solo è uno dei luoghi più estremi del nostro pianeta ma anche una delle piattaforme di ghiaccio più antiche della Terra.

Obiettivo: 2,7 km di profondità

Nel corso degli ultimi tre anni il team ha prima cercato e poi individuato il luogo migliore per estrarre la carota di ghiaccio. Nonostante i ritardi del COVID, i ricercatori sono riusciti a trovare il punto perfetto e ad installare una base con tanto di macchinario per la perforazione.
Per ora hanno estratto una carota di ghiaccio prelevata ad una profondità di 130 metri tramite un complesso sistema di perforazione. Naturalmente non si fermeranno qui: l’obiettivo è arrivare fino a 2,7 km di profondità.

Sito lontano più di 1000 km dalla costa

La perforazione sta avvenendo nel sito di Little Dome C, situato a circa 34 km di distanza dalla prima stazione scientifica, quella italo-francese della Concordia.
Le informazioni che gli scienziati otterranno avranno un valore inestimabile. Riguarderanno soprattutto i cambiamenti della temperatura e delle concentrazioni di gas serra nella nostra atmosfera durante il lontano passato della Terra.
Il sito è lontano più di 1000 km dalla costa e si trova ad un’altitudine di più di 3200 metri sul livello del mare. La temperatura è quasi sempre inferiore ai -40 centigradi con picchi che superano agevolmente i -50° centigradi. E questo senza parlare delle fortissime raffiche di vento che hanno reso i lavori ancora più complicati.

Presto inizierà la perforazione profonda

Presto i tecnici inizieranno la vera perforazione profonda, quella tramite la quale si otterrà il ghiaccio con le informazioni più succose sul clima passato del nostro pianeta. In particolare i ricercatori, come spiega Carlo Barbante, direttore dell’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Isp) e docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, intendono ottenere informazioni riguardanti la Transizione del Pleistocene medio.

Transizione del Medio Pleistocene

La Transizione del Medio Pleistocene è stata una fase cruciale della storia climatica del nostro pianeta. Nel corso di questa transizione, avvenuta tra 1,25 e 0,7 milioni di anni fa, durante l’epoca del pleistocene, c’è stato un cambiamento per quanto riguarda i cicli glaciali. Dopo la transizione i cicli sono diventati molto asimmetrici con le fasi fredde diventate più lunghe che hanno permesso massicci accumuli del ghiaccio nelle calotte del pianeta. A queste fasi si sono poi interposte altre più calde.
Perché i cicli siano cambiati durante il periodo di questa transizione è ancora oggetto di discussione e si spera che, con i preziosi dati raccolti con questa perforazione, si possano ottenere dati tramite i quali si possa risolvere il mistero.

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