Scienziati riescono a flettere diamante su scala nanoscopica

Gli aghi di diamante che si flettono schiacciati da una punta di diamante (credito: Amit Banerjee et al . 2018)

Conosciamo il diamante come uno dei materiali più duri e uno di quelli che raramente ci sogneremmo di flettere o di allungare a piacimento. Eppure, alla grandezza della nanoscala, un gruppo di ricercatori internazionale è riuscito a costruire aghi di diamante monocristallino e policristallino che possono flettersi e allungarsi fino a 9% per poi ritornare alla posizione originaria senza alcuna conseguenza.

La ricerca, apparsa su Science, potrebbe rivelarsi estremamente utile per la costruzione di dispositivi basati sugli stessi diamanti da utilizzare in vari campi tra cui la memorizzazione dei dati, l’optoelettronica e la somministrazione dei farmaci, in particolare per la somministrazione di farmaci nelle cellule tumorali.

Questi aghi di diamante, lunghi circa 300 nanometri, possono flettersi come una gomma o un elastico e ciò risulta sorprendente considerando che stiamo parlando di uno dei materiali più duri in natura.
Yang Lu, professore di ingegneria meccanica e biomedica presso l’Università cinese di Hong Kong
ed uno degli autori dello studio, dichiara che il suo team ha sviluppato un approccio nanomeccanico unico per controllare e quantificare con precisione la flessione del diamante a scala nanoscopica.

Gli aghi sono stati costruiti attraverso un particolare processo di deposizione chimica e sono stati osservati attraverso un microscopio elettronico a scansione mentre venivano schiacciati con una punta di diamante classico.

Fonti e approfondimenti



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