Scienziati russi usano steli di pianta selvatica per costruire elettrodi

Un genere di erba selvatica che cresce nelle vaste praterie e nei boschi della Russia è stato utilizzato da gruppo di scienziati dell’Università Nazionale di Scienza e Tecnologia come elettrodi nelle batterie.
I ricercatori hanno infatti trasformato gli steli di queste piante in elettrodi, ossia elementi che possono immagazzinare energia.

Secondo gli stessi ricercatori dell’università russa, infatti, le proprietà ottimali caratteristiche degli elettrodi possono essere trovare anche negli steli della pianta del genere Heracleum.
Gli steli di queste piante sono fatti da una corteccia solida e da un nucleo interno più morbido. Quest’ultimo vanta proprietà simili a quelle delle spugne. La sua struttura porosa può essere utilizzata per costruire elettrodi per supercondensatori.

I ricercatori hanno tagliato i gambi secchi di questa pianta per formare barre lungo circa 1 cm. Queste barre sono poi state trattate con acido cloridrico per rimuovere i residui di composti organici, dopodiché sono state lavate ed asciugate.
Dopo un processo di ristrutturazione con anidride carbonica, i ricercatori hanno miscelato il materiale risultante con idrossido di potassio e lo hanno lavorato fino a formare una superficie con un gran numero di fuori con le dimensioni di 2-4 nanometri.

Si tratta di un lavoro promettente non tanto perché questo materiale mostra proprietà superiori a quelle dei materiali tradizionalmente utilizzati per costruire gli elettrodi dei supercondensatori ma perché si tratta di un materiale vegetale, sostanzialmente sempre disponibile.

Tuttavia nello stesso comunicato stampa il capo del Dipartimento di Chimica e Fisica presso il NUST, il professor Mikhail Astakhov, fa notare che si tratta comunque di una pericolosa pianta selvatica per la quale risulta “irragionevole creare aree seminate”.

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo

Resta aggiornato su Facebook