Scienziati scoprono 11 nuove colonie di pinguini imperatori dallo spazio

Credito: Siggy Nowak, Pixabay, 429128

Esistono nell’Antartide più pinguini di quanto calcolato in precedenza, quasi il 20% in più secondo un nuovo studio apparso su Remote Sensing in Ecology and Conservation. L’aspetto più interessante di questo nuovo studio, però, sta nel fatto che i ricercatori si sono accorti della cosa usando le immagini dei satelliti.
Si tratta di una ricerca che offre un ottimo stimolo per tutti gli scienziati e i ricercatori del campo perché fa comprendere che usare le immagini satellitari per questi scopi può essere un metodo innovativo e più efficiente.

I ricercatori fatti hanno usato le immagini del satellite Copernicus Sentinel-2, lanciato dall’Unione Europea per localizzare perlopiù gli uccelli.
Grazie a queste nuove immagini e concentrandosi sulla zona dell’Antartide, i ricercatori hanno scoperto 11 nuove colonie e solo tre di esse erano già state identificate (ma non confermate) precedentemente.
Con queste 11 nuove colonie confermate sono 61 quelle totali in tutto il continente dell’Antartide.

Si tratta di pinguini imperatori) Aptenodytes forsteri), endemici dell’antartico, animali che hanno assoluto bisogno di ghiaccio marino per diversi bisogni, in primis quello relativo alla riproduzione. Proprio perché si trovano in aree così inaccessibili e perlopiù ghiacciate, come quelle del polo sud, è molto difficile recensirli e capire quanti in realtà ce ne siano. Di conseguenza diventa anche molto difficile capire se sono in reale pericolo di estinzione.
Spesso i ricercatori cercano tracce di colonie di pinguini imperatori al polo sud rintracciando le macchie di escrementi sul ghiaccio, una tecnica che evidentemente non può essere paragonata a quella satellitare in termini di efficienza.

Peter Fretwell, uno geografo del British Antarctic Survey che ha condotto lo studio, si dichiara emozionato per questa buona notizia in quanto questi numeri fanno aumentare del 5-10% il numero di pinguini presenti al polo sud, un animale da sempre considerato molto vulnerabile per quanto riguarda lo scioglimento dei ghiacci che si sta verificando, così come nell’Artico, anche nell’Antartico.

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