Scienziati scoprono che batteri possono vivere nel veleno di serpenti e ragni: un problema in più per chi viene morso

Cobra sputatore dal collo nero. Credito: John Lyakurwa, Wikimedia Commons via iNaturalist, Creative Commons — Attribution 4.0 International — CC BY 4.0

Un team di ricercatori della Northumbria University ha scoperto che diversi batteri possono vivere anche nel veleno prodotto dai serpenti e dai ragni. Al di là dell’informazione, seppur molto interessante, riguardo all’enorme adattabilità dei batteri, che praticamente su questi pianeti vivono in ogni angolo recondito, il nuovo studio suggerisce che alcuni di questi batteri possono essere anche patogeni per gli esseri umani. In sostanza quando si viene morsi da un serpente o da un ragno velenoso bisogna mettere in conto anche la possibilità di infezione batterica.[1]

Evidenza genetica molto forte dell’esistenza dei batteri nelle ghiandole velenifere

I ricercatori Sterghios Moschos e Steve Trim, hanno pubblicato un nuovo studio sul Microbiology Spectrum[2] in cui viene descritta un’evidenza genetica molto forte dell’esistenza dei batteri nelle ghiandole velenifere di diverse specie di ragni di serpenti, una cosa che contrasta ciò che si crede in linea generale, ossia che i microrganismi non possono vivere in queste sostanze.
Secondo i ricercatori, i batteri possono non solo vivere in questi veleni ma anche mutare per resistere ai loro effetti.

Analizzato il veleno prodotto da cinque specie di serpenti da due specie di ragni

I ricercatori hanno analizzato il veleno prodotto da cinque specie di serpenti da due specie di ragni. Tutti i campioni contenevano DNA batterico, come spiega Moschos. I ricercatori sono riusciti ad identificare le specie di batteri presenti, una cosa che un comune strumento diagnostico non può fare (quindi c’è il rischio di sottoporre il paziente ad una terapia antibiotica sbagliata se non si usano gli strumenti giusti).

Batteri possono mutare per evitare effetti del veleno

In particolare il fatto che batteri possono mutare per evitare gli effetti del veleno ha sorpreso i ricercatori. Il veleno prodotto da questi animali, infatti, è considerabile come un “cocktail di antibiotici” per i batteri. Tuttavia i microrganismi hanno mostrato in laboratorio di poter sopravvivere ad esso, anzi di evolvere per proliferare.

Veleno prodotto dai cobra sputatori dal collo nero

Tra gli altri ricercatori hanno analizzato il veleno prodotto dai cobra sputatori dal collo nero (Naja nigricollis) trovando degli Enterococcus faecalis. Hanno confrontato questi batteri con quelli della stessa specie che possono essere trovati nelle strutture ospedaliere. Il batterio “ospedaliero”, quando sottoposto al veleno del cobra, non lo tollerava pienamente ma riusciva comunque a sopravvivere anche a concentrazioni di veleno più alte.

Note e approfondimenti

  1. Study reveals evidence that bacteria can live in snake and spider venoms | Northumbria University, Newcastle
  2. Bacterial Adaptation to Venom in Snakes and Arachnida | Microbiology Spectrum (DOI: 10.1128/spectrum.02408-21)

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