Scienziati scoprono che cellula della retina è molto adatta ad ospitare Ebola e altri virus

Credito: MisamRizvi1994, Pixabay, ID: 7254369

C’è uno specifico gruppo di cellule presenti all’interno delle retine degli esseri umani che sembra essere particolarmente adatto ad ospitare il virus dell’Ebola e altri virus secondo un comunicato emesso oggi dalla Flinders University.[1] Il comunicato si rifà ad uno studio apparso su Frontiers in Virology.[2]

Cellule dell’iride e della retina nell’infezione da Ebola

Come spiega Justine Smith, professoressa di salute degli occhi della vista Flinders e autrice senior dello studio, l’uveite, un’infiammazione dell’occhio, risulta essere molto comune dopo l’infezione dell’Ebola. Già sappiamo, spiega la ricercatrice, che le cellule nell’iride, ossia nella parte anteriore dei nostri occhi, e quelle nella retina svolgono ruoli di primo piano in questa infiammazione in quanto ospitano i microrganismi. Quello che non si sapeva, spiega ancora la Smith, è quale delle due (iride e retina) svolga il ruolo più importante.[1]

Esperimenti con cellule di occhi umani

I ricercatori hanno svolto esperimenti con cellule di occhi umani donate presso una banca dell’occhio. Ha infettato le cellule con il virus Ebola, con il virus Reston (un virus simile all’Ebola che però non colpisce l’uomo) e con il virus Zika. Altre cellule, invece, non venivano infettate in modo che i ricercatori potessero fare il confronto.
I ricercatori notavano che le cellule della retina e dell’iride consentivano la replicazione dell’Ebola ma le cellule della retina mostravano i livelli di infezione più alti, “molto più elevati” secondo quanto riferisce il comunicato.[1]
Gli stessi risultati si avevano anche con il virus Reston e con il virus Zika.[1]

Malattia oculare da Ebola

Come spiega la ricercatrice, i pazienti affetti da malattia oculare da Ebola mostrano delle particolari cicatrici sulla retina. Si tratta di una caratteristica che suggerisce che l’epitelio pigmentato retinico viene coinvolto durante l’infezione.
Secondo quanto spiega la ricercatrice, le cellule della retina in questione “sono brave a mangiare cose”. Si tratta del fenomeno della fagocitosi. Secondo la ricercatrice le cellule retiniche analizzate “svolgono un ruolo essenziale nel ciclo visivo riciclando i nostri fotorecettori, quindi ha senso che queste cellule siano un rifugio ricettivo per l’Ebola, così come altri virus”.[1]
Si tratta di risultati che a loro volta suggeriscono che durante l’infezione acuta del virus Ebola bisogna monitorare con molta attenzione la retina per capire quali sono i soggetti più a rischio di incorrere in uveite.[1]

Note e approfondimenti

  1. Eyes a Haven for Ebola and Other Viruses – mivision
  2. Frontiers | Brief Research Report: Ebola Virus Differentially Infects Human Iris and Retinal Pigment Epithelial Cells | Virology (DOI: 10.3389/fviro.2022.892394)

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