Scienziati scoprono che farmaci possono accumularsi in batteri intestinali

Un’interessante scoperta è stata effettuata da un team di ricercatori dell’Università di Cambridge in relazione a quegli eventi che possono ridurre l’efficacia dei farmaci comuni. I ricercatori hanno scoperto che questi ultimi possono in effetti accumularsi nei batteri intestinali e ciò può non solo ridurre la funzione dei batteri stessi ma può ridurre anche l’efficacia del farmaco.
I ricercatori hanno osservato la cosa con diversi farmaci, da quelli per la depressione a quelli per l’asma o il diabete. Lo studio è stato pubblicato su Nature.[1]

Biotrasformazione

Che i batteri possano entrare in contatto con diversi farmaci, anche di uso comune, e possano modificarli a livello chimico era cosa già nota, un fenomeno a cui è stato dato il nome di “biotrasformazione”. Nel nuovo studio, realizzato da ricercatori dell’Università di Cambridge e del Laboratorio europeo di biologia molecolare (EMBL) in Germania, si dimostra però che diverse specie di batteri che vivono nei nostri intestini possono letteralmente accumulare diversi farmaci alterandone le funzioni e alterando anche lo stesso microbioma intestinale.

Che cos’è il microbioma intestinale

Nel nostro intestino, infatti, esistono centinaia, se non migliaia, di specie di batteri e molti di essi sono batteri “buoni”. Si tratta di batteri necessari per diversi processi importanti del nostro corpo, processi che, quando diventano disfunzionali, possono causare varie malattie. La composizione di questi batteri, detta anche “microbioma intestinale”, però, può variare moltissimo da persona in persona a seconda delle condizioni e di altre caratteristiche relative alla salute dell’individuo.

Testati 15 farmaci su 25 specie di batteri intestinali

In questo caso i ricercatori hanno testato 15 farmaci che si assumono per via orale facendoli interagire in laboratorio con 25 specie di batteri intestinali comuni. I ricercatori hanno registrato 70 interazioni totali e 29 di esse non erano mai state individuate prima.
17 di queste 29 interazioni, poi, vedevano i farmaci accumularsi all’interno dei batteri senza che questi ultimi producessero modifiche a livello chimico. Si è trattato di eventi sorprendenti, come spiega Kiran Patil, uno dei ricercatori che ha condotto lo studio, in quanto fino ad ora le interazioni tra batteri e farmaci vedevano sempre i primi effettuare la biotrasformazione e non eseguire solo una semplice incorporazione.

Bioaccumulo dei batteri può sbilanciare microbioma

Si tratta di informazioni che indicano che le differenze dei microbiomi intestinali a cui accennavamo prima, probabilmente, possono portare a differenze anche per quanto riguarda l’azione di uno stesso farmaco. Il bioaccumulo operato dai batteri, infatti, provoca un’alterazione del metabolismo degli stessi batteri che sembra essere importante.
Ad esempio l’antidepressivo duloxetina riusciva a ridurre in maniera drastica l’equilibrio delle specie batteriche alterando i livelli di molecole e di enzimi prodotti dai batteri stessi. I batteri che consumavano il farmaco, infatti, crescevano molto di più e ciò sbilanciava la composizione del microbioma.

Note e approfondimenti

  1. Common medications accumulate in gut bacteria | EMBL (IA)
  2. Bioaccumulation of therapeutic drugs by human gut bacteria | Nature (IA) (DOI: 10.1038/s41586-021-03891-8)

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