Secondo un team di ricercatori un farmaco da banco per il reflusso acido, il lansoprazolo, può rivelarsi utile per ridurre i rischi di nascita pretermine. Questo farmaco viene infatti spesso utilizzato dalle donne incinte.
Marina Sirota, professoressa di pediatria e membro del Bakar Computational Health Sciences Institute dell’UCSF, nonché autrice senior dello studio, dichiara: “I percorsi immunitari sono disregolati in modo molto significativo nelle donne che finiscono con il parto pretermine, e sono anche disregolati nei bambini che sono nati presto. Tuttavia, dal nostro lavoro precedente abbiamo visto che esiste un’interazione tra il sistema immunitario materno e fetale e una rottura della tolleranza materno-fetale”.
Nello specifico, durante lo studio, i ricercatori hanno identificato 13 farmaci classificandoli in base alla loro capacità di invertire la firma del espressione genica riguardante la nascita pretermine.
Tra questi farmaci vi era anche il lansoprazolo, un inibitore della pompa protonica spesso commercializzato come Prevacid.
I ricercatori hanno effettuato testa del lansoprazolo su femmine di topo in gravidanza a cui era stato somministrato un particolare componente batterico che dovrebbe ridurre le infiammazioni ma che provoca anche la morte del feto in utero in alcuni casi.
I topi a cui veniva somministrato il lansoprazolo mostravano probabilità più alte di feti più vitali.
Oltre al lansoprazolo i ricercatori hanno individuato il progesterone, l’acido folico, tre antibiotici, un antimicotico, un antidepressivo, un antidiabetico e un farmaco per la pressione sanguigna.