Scienziati scoprono che molecole di RNA sciolte ristrutturano la pelle

Particolari molecole di RNA possono essere utilizzate per ristrutturare i danni cellulare dell’epidermide e dunque, in un’ottica futura, anche per ringiovanire la pelle: è la scoperta effettuata da un gruppo di ricercatori della scuola di medicina della Johns Hopkins University.

Lo studio, pubblicato su Nature Communications, parla di frammenti di RNA liberi, denominati RNA a doppia elica non codificante (self-noncoding double-stranded RNA, dsRNA) che possono stimolare una particolare rigenerazione dei follicoli piliferi dopo una ferita.
Si tratta di un tipo di rigenerazione già noto e dei quali si servono i roditori quando devono rigenerare la pelle dopo un danneggiamento.

Secondo gli autori di questo nuovo studio, il dsRNA viene rilasciato proprio dalle cellule danneggiate nel punto della ferita.
Per arrivare a questa scoperta, i ricercatori hanno eseguito biopsie sul 17 pazienti donne sui quali sono state eseguite terapie laser per il ringiovanimento o la modellazione cutanea, ad esempio per cancellare macchie solari o rughe. I trattamenti erano stati eseguiti su viso e braccia e l’età media delle pazienti era di 55 anni.

Analizzando i livelli di espressione dei geni nei campioni raccolti i ricercatori hanno scoperto l’importante ruolo del dsRNA e dei geni coinvolti per quanto riguarda la produzione dell’acido retinoico naturale. Dopo i trattamenti laser, le espressioni di questi geni avevano livelli molto più alti.
Trattando cellule della pelle isolate in laboratorio direttamente con il dsRNA sciolto, i ricercatori hanno imitato l’effetto delle laser facendo aumentare nelle cellule stesse l’acido retinoico.
Tra l’altro quest’ultimo è già disponibile in alcuni prodotti commerciali per trattare l’acne e altri difetti della pelle.

Questo significa che questi trattamenti e lo stesso acido retinoico “stanno davvero lavorando negli stessi percorsi molecolari e nessuno lo sapeva fino ad ora”, come specifica Luis Garza, professore di dermatologia ed uno degli autori dello studio.
Questi risultati potrebbero aiutare nella realizzazione di nuove terapie o strategie per ridurre difetti della pelle quali rughe o cicatrici da ustioni utilizzando direttamente l’acido retinoico in nuovi modi.

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