Scienziati scoprono che nuova dieta rende vasi sanguigni più flessibili

Credito: Tatiana Baibakova, Shutterstock, ID: 1502043035

Uno studio creato da ricercatori di istituti israeliani, presentato al Congresso europeo sull’obesità (ECO) a Maastricht, suggerisce che una nuova dieta particolarmente ricca di proteine, zinco e niacina e povera di grassi saturi può rendere i vasi sanguigni più flessibili. Lo rileva uno nuovo comunicato emesso dall’European Association for the Study of Obesity.[1]

Lo studio su 72 soggetti con sindrome metabolica e obesità

I ricercatori hanno svolto il proprio studio su un totale di 72 soggetti con sindrome metabolica e con obesità. Il 55,5% dei soggetti era maschio e l’età media era di 53 anni. L’esperimento è durato un anno e prevedeva un programma intensivo di perdita di peso.
Alla fine dell’esperimento, un anno dopo, l’indice di massa corporea era in media diminuito del 9,4% ed erano migliori anche tutte e tre le misure che si fanno per valutare la flessibilità dei vasi sanguigni.

Miglioramenti collegati a zinco, proteine e niacina

Queste misure sono quelle della velocità dell’onda del polso (miglioramento medio del 13%), dello spessore dell’intima media dell’arteria carotide comune (miglioramento dell’1%) e della dilatazione flusso-mediata (miglioramento del 47%).
I miglioramenti in queste tre misure potevano essere collegati anche ad un aumento dell’assunzione di zinco, di proteine e di niacina (vitamina B3).
In pratica i ricercatori hanno scoperto, come spiega Brurya Tal, ricercatore del Tel Aviv-Sourasky Medical Center e responsabile del team di studio, che cambiare i livelli di assunzione di determinati componenti alimentari può essere collegato ad una migliore funzione e struttura vascolare.

“Una dieta mediterranea, ricca di proteine (latticini magri, pesce, pollame e uova), ricca di verdure, noci, semi e con un consumo moderato di frutta e cereali, può contribuire a migliorare la flessibilità vascolare, proteggendo indirettamente il sistema cardiovascolare”, spiega il ricercatore. Per quanto riguarda lo zinco assunto dai soggetti durante l’esperimento, essa era contenuto principalmente nei semi di girasole, nelle noci, nella carne e nei semi di zucca. La niacina, invece, era fornita da pesce e carne.[1]

Note e approfondimenti

  1. A diet rich in protein, zinc and niacin and l | EurekAlert!

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