Scienziati scoprono che proteina è fortemente coinvolta nel Parkinson e in malattie neurodegenerative

Corpo di Lewy di alfa-sinucleina (credito: Marvin 101, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

Un team di scienziati dell’Oregon Health & Science University (OHSU) ha scoperto che una particolare proteina, l’alfa-sinucleina, già associata a disfunzioni cellulari e a morte delle cellule, ha un ruolo importante nella riparazione del DNA.

Questa scoperta potrebbe rivelarsi utile nel contesto di nuove terapie per contrastare malattie che vedono la morte dei neuroni, come il morbo di Parkinson.
Per i malati di Parkinson, per esempio, potrebbe essere un giorno forse possibile sostituire la funzione dell’alfa-sinucleina oppure potenziarla.

Secondo i ricercatori l’alfa-sinucleina svolge un ruolo cruciale perché ripara le crepe e le rotture nei filamenti di DNA presenti nei nuclei di ogni cellula.
Si tratta di un ruolo che può prevenire in maniera cruciale la stessa morte cellulare, una funzione che può essere persa o che può diventare comunque non efficiente in persone con malattie cerebrali quali il Parkinson.

Potrebbe infatti essere proprio la perdita di questa funzione il motivo principale della morte delle cellule cerebrali, come specifica anche Vivek Unni, professore di neurologia presso la OHSU ed autore senior dello studio.
I ricercatori hanno eseguito esperimenti sui topi. In questi ultimi hanno notato che questa proteina si affollava molto velocemente nei punti in cui c’era un danno del DNA.

Quando questa proteina si raggruppava poi sotto forma di corpi di Lewy (aggregati collegati al Parkinson e ad altre forme di demenza), si verificava un numero maggiore di rotture del doppio filamento del DNA dei topi.
“È la prima volta che qualcuno scopre che una delle sue funzioni è la riparazione del DNA”, dichiara lo stesso Unni lasciando intendere quanto questa scoperta possa risultare molto importante per quanto riguarda il Parkinson.

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