Scienziati scoprono che regione europea è a alto rischio di eruzioni e terremoti

Regione vulcanica delle Eiffel, in Germania (credito: Martin Schildgen, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

Un’area densamente popolata dell’Europa nordoccidentale è caratterizzata da rischi più alti di quanto mai calcolato in precedenza di eruzioni vulcaniche e di terremoti in un periodo a lungo termine secondo uno studio condotto da ricercatori dell’Università della California a Los Angeles.
Si parla dell’area tra la regione dell’Eifel, facente parte della Germania, più altre aree contigue di Belgio, Paesi Bassi, Francia e Lussemburgo.

Quella analizzata da ricercatori è un’antica regione vulcanica in cui sarebbe presente “un’attività non comune” secondo i ricercatori. Il sistema vulcanico della regione, infatti, sarebbe attivo, anche sotto il profilo sismologico.
I ricercatori hanno infatti individuato sottili movimenti insoliti nella superficie terrestre della regione ed hanno concluso che deve trattarsi di attività vulcanica di una regione che comunque ha una lunga storia in termini di vulcanismo ma che per lungo tempo è rimasta inattiva.

Sempre secondo i ricercatori, l’ultima eruzione nell’area dovrebbe essere occorsa 11.000 anni fa. Gli stessi scienziati riportano che la superficie terrestre di quest’area si sta allargando e sollevando di una frazione di pollice ogni anno, una velocità che in termini geologici risulterebbe significativa, come spiega Paul Davis, professore di geofisica alla UCLA nonché autore senior della ricerca.

Questo movimento sarebbe generato da un pennacchio presente nel mantello terrestre che si attiva quando la roccia calda nel mantello tende a deviare materiale caldo verso la superficie. Ciò causa la deformazione della stessa superficie e l’attività vulcanica.
“Sembra chiaro che qualcosa si sta preparando sotto il cuore dell’Europa nord-occidentale”, spiega ancora Corné Kreemer, altro autore dello studio nonché professore all’Università del Nevada.

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