Scienziati scoprono come batteri predatori uccidono altri batteri

Da molto tempo ricercatori e microbiologi sono interessati ai cosiddetti “batteri predatori”. Questi batteri attaccano altri batteri con un particolare processo che solo negli ultimi anni è stato studiato.
Si attaccano alla parete esterna della cellula e cominciano a “scavare”, divorando la stessa cellula dal suo interno.

I ricercatori si interessano ai batteri predatori in quanto sono in grado di attaccare e di uccidere anche altri batteri, tra cui molti batteri Gram negativi, che per noi essere umani possono essere dannosi come l’Escherichia coli o i batteri della salmonella.
I batteri attaccati vantano una doppia membrana che i predatori sfruttano parassitando temporaneamente all’interno dei due strati, una sorta di nicchia all’interno della quale il predatore può prosperare e contemporaneamente assimilare i nutrienti della cellula.

Il nuovo studio, pubblicato su Nature Communications, condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Birmingham, ha analizzato le modalità di attacco di un comune batterio predatore denominato Bdellovibrio bacteriovorus.
I ricercatori hanno scoperto che, durante la fase di attacco, produce un particolare enzima, denominato DgcB, che a sua volta avvia la produzione di una molecola che cambia il batterio attaccante facendogli assumere una “modalità da invasione”.

Naturalmente lo scopo è capire se è possibile utilizzare questi batteri “invasori” oppure le modalità che utilizzano per combattere i batteri dannosi.
Ma prima di arrivare a questo bisogna studiare con attenzione le tipologie di segnali che danno il via all’invasione e lo stesso processo di uccisione della vittima, cosa che lo stesso team di Andrew Lovering, lo scienziato che ha guidato questa ricerca, si propone di fare nel prossimo periodo.

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo


Resta aggiornato su Facebook