Scienziati: sì, la vita su Europa può esistere sotto lo strato ghiacciato

Riftia pachyptila, una forma di vita che potrebbe esistere in prossimità di bocche idrotermali anche in acque molto profonde o dove non arriva la luce (credito immagine: NOAA Okeanos Explorer Program, Galapagos Rift Expedition 2011)

Le lune di Giove Europa, Ganimede e Callisto e le lune di Saturno Encelado e Titano sono già da diversi anni obiettivi da parte delle ricerche di molti esobiologi in quanto si pensa che possano contenere oceani sotto croste ghiacciate. Queste lune, infatti, potrebbero contenere acqua liquida grazie al movimento mareale a cui sono sottoposte provocato dalla fortissima attrazione dei pianeti di riferimento.
In particolare Europa, uno dei principali satelliti naturali di Giove, resta uno dei candidati principali per la scoperta di vita extraterrestre a livello microbico tanto che la NASA ha già preso in considerazione lo sviluppo di progetti per ipotetiche immissioni future con lander sulla superficie ghiacciata.

Un’ulteriore studio conferma le tesi riguardanti la possibile presenza di vita extraterrestre sotto forma microbica. L’articolo, apparso su Astrobiology, prende in considerazione la possibilità dell’esistenza di vita in una biosfera superficiale su questi mondi ghiacciati, una biosfera, cioè, posta proprio poco sotto al termine della crosta di ghiaccio.
Secondo l’astrobiologo Michael Russell del Jet Propulsion Laboratory della NASA proprio nel punto in cui la crosta di ghiaccio si incontra con l’oceano liquido sottostante potrebbe essere popolato dagli elementi costitutivi della vita e dunque, proprio in questa area, si potrebbe sviluppare una biosfera.

Gli scienziati sono arrivati a questa conclusione analizzando ambienti simili qui sulla Terra. Anche sul nostro pianeta, infatti, esistono aree in cui strati di ghiaccio si uniscono ad acqua sottostante e, proprio in queste regioni, è presente un’ampia varietà di vita. Tra alghe, batteri e invertebrati molti cellulari che si vanno a formare proprio sotto il ghiaccio marino ce n’è per tutti i gusti, soprattutto in varie zone dell’Antartide dove la luce solare alimenta la fotosintesi.
Stesso discorso si può fare per l’isola di Axel Heiberg nell’Alto Artico Canadese dove sotto ampi strati di neve e di ghiaccio vi sono diversi focolai di batteri.

Assumendo che su Europa le colonie di microbi abbiano la stessa intensità, si potrebbe effettuarne la scoperta con robot che vadano ad esplorare proprio le parti inferiori delle croste ghiacciate dove la vita potrebbe sostentarsi grazie a sfiatatoi alcalini sottomarini a loro volta alimentati dal calore proveniente dal centro della Luna.

Fonti e approfondimenti



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