Scienziati studiano inquinamento da ferro e scoprono che stiamo “fertilizzando” il mare

C’è una tipologia di inquinamento causato dagli esseri umani che è sostanzialmente passato inosservato, almeno per quanto riguarda la gente comune. Parliamo dell’inquinamento da ferro, prodotto dalle attività umane, che va a finire nei mari, un inquinamento sottostimato in tutto il mondo, come riferisce la ricerca pubblicata su Nature Communications.

Bruciando i combustibili fossili, ma anche i biocarburanti, viene infatti rilasciato del ferro sotto forma di leggerissima polvere. Il ferro può essere poi trasportato come un aerosol tramite il vento a grandissime distanze, finendo anche nei mari.
È stato quasi impossibile notare questo inquinamento marino anche per un motivo di tipo tecnico, come riferisce Tim Conway, ricercatore presso il College of Marine Science dell’Università della Florida Meridionale: il ferro si trova comunque in quantità basse nell’oceano tanto che un litro di acqua ne contiene in media un miliardesimo di grammo.

Questo significa che è molto difficile da campionare senza cadere nei rischi di contaminazione. Il team ha utilizzato dunque un nuovo metodo misurando direttamente il ferro nell’atmosfera tramite rapporti isotopici, “impronte digitali” che hanno permesso loro di capire anche da dove questa polvere di ferro provenisse.
C’è infatti anche la possibilità che provenga naturalmente, ad esempio dal deserto del Sahara che con le sue tempeste di sabbia è capace di spostare le piccole particelle di ferro in mezzo mondo.

Analizzando campioni di aerosol raccolti su varie navi tra il 2010 e il 2011 nel corso di un programma di ricerca, i ricercatori si sono accorti di aver trovato particelle di ferro derivate dall’attività umana nella zona del Nord Atlantico.
Dato che il ferro rappresenta un nutriente per diverse specie marine, in primis il fitoplancton, si può dire che “abbiamo fertilizzato l’oceano” e che “abbiamo completamente cambiato il sistema”, come riferisce lo stesso Conway. Con quali conseguenze, è ancora tutto da capire.

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