Scoperta area precisa in cui emersero primi umani moderni e i loro primi spostamenti

Bacino di Makgadikgadi, Botswana, l'area, una volta umida e dominata da un grande lago, in cui, secondo i ricercatori, sono comparsi i primi umani moderni (credito: diego_cue, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

In un nuovo studio pubblicato su Nature un team di ricercatori conclude che i primi antenati degli umani moderni, ossia gli Homo sapiens sapiens (denominazione nata per distinguere gli umani moderni da alcune altre sottospecie degli Homo sapiens), emersero a livello anatomico in una precisa area dell’Africa meridionale e qui prosperarono per 70.000 anni prima di diffondersi poi in altre aree.
A favorire le migrazioni sarebbero stati alcuni cambiamenti riguardanti il clima africano.

La “patria” degli esseri umani moderni

La posizione esatta in cui sono apparsi gli umani moderni e le loro primissime migrazioni sono stati argomenti a lungo dibattuti, come spiega Vanessa Hayes del Garvan Institute of Medical Research e dell’Università di Sydney la quale aggiunge: “Il DNA mitocondriale si comporta come una capsula del tempo delle nostre madri ancestrali, accumulando lentamente cambiamenti nel corso delle generazioni. Il confronto del codice DNA completo, o mitogenoma, di individui diversi fornisce informazioni su quanto siano strettamente correlati.”
I ricercatori hanno infatti raccolto vari campioni di sangue di persone in Namibia e in Sudafrica per stabilire un catalogo completo dei primi mitogenomi dell’essere umano moderno dal cosiddetto lignaggio “L0”.

Primi Homo sapiens sapiens emersero a sud del fiume Zambezi

Combinando questi dati con ciò che si sa sulle distribuzioni linguistiche, culturali e geografici di diversi sotto-lignaggi, i ricercatori sono giunti alla conclusione che circa 200.000 anni fa i primi Homo sapiens sapiens emersero a sud del bacino del fiume Zambezi, un’area che comprende il Botswana settentrionale, la Namibia e lo Zimbabwe.
In quest’area c’era il più grande sistema lacustre mai presente in Africa, il lago Makgadikgadi. Quando questo lago iniziò a prosciugarsi, a causa dei cambiamenti nella placche tettoniche sottostanti, si andò poi a creare una estesa zona umida, un ecosistema molto adatto per sostenere la vita come spiega Andy Moore, geologo dell’Università di Rodi.
Questo antico ecosistema umido fornì un ambiente ecologico molto stabile per i nostri primi antenati affinché potessero prosperare per più di 70.000 anni.

Le prime migrazioni degli umani moderni

I dati genetici raccolti dai ricercatori indicano poi che questi antenati sono migrati da quest’area tra 130.000 e 110.000 anni fa. I primi gruppi si spinsero a nord-est. Una seconda ondata si spinse a sud-ovest mentre un terzo gruppo è poi rimasto in quell’area fino ad oggi.
A prosperare furono coloro che si spinsero a sud-ovest. Questo particolare gruppo sperimentò una costante crescita della popolazione probabilmente grazie alle capacità di procurarsi cibo dal mare, cosa che sarebbe testimoniata da vari ritrovamenti effettuati nella punta meridionale africana.

Migrazioni causate da cambiamenti climatici

A questo punto i ricercatori, grazie all’aiuto di Axel Timmermann, studioso della Pusan ​​National University, hanno realizzato simulazioni al computer per comprendere con maggiore precisione le cause di queste prime migrazioni umane.
Le simulazioni suggerivano che a causare queste migrazioni furono dei cambiamenti climatici, nello specifico cambiamenti delle radiazioni solari estive nell’emisfero meridionale.

Questi cambiamenti furono a loro volta causati da una lenta oscillazione dell’asse terrestre. Questi fenomeni portarono a periodici spostamenti delle precipitazioni sudafricane, come spiega lo stesso Timmermann, e crearono corridoi verdi, pieni di vegetazione, che permisero una prima ondata migratoria verso nord-est, 130.000 anni fa, e una seconda ondata verso sud-ovest, 110.000 anni fa.

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