Scoperta dieta che favorisce demenza e integratore che la rallenta, lo studio giapponese

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In uno studio pubblicato su Science Advances[2] un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Scienze e Tecnologie Industriali Avanzate (AIST), Giappone, descrive una particolare dieta con basso apporto proteico che accelera la degenerazione del cervello favorendo l’avvento del morbo di Alzheimer nei topi. Hanno inoltre scoperto, durante i loro esperimenti, che un integratore con sette particolari aminoacidi denominato Amino LP7 può contrastare questa degenerazione a livello cerebrale.

Aminoacidi “mattoni” delle proteine

Makoto Higuchi, ricercatore dell’AIST impegnato negli studi, spiega che le diete con basso contenuto proteico nei soggetti più anziani possono essere collegate a funzioni cerebrali più scarse. Dato che gli aminoacidi sono considerati come i “mattoni” delle proteine, con questo studio i ricercatori hanno voluto comprendere se con un eventuale integrazione di aminoacidi essenziali si poteva agevolare il cervello nel contrastare la degenerazione nelle persone anziane.[1]

Prima fase: dieta con basso apporto proteico favorisce aggregazione di proteine tau

I ricercatori hanno fatto esperimenti sui topi. In una prima fase hanno avuto la conferma che una dieta con contenuto proteico basso aveva un’influenza negativa sul cervello dei topi favorendo l’aggregazione delle proteine tau nel cervello e quindi l’insorgenza di malattie come il morbo di Alzheimer. I topi che portavano avanti una dieta con basso contenuto proteico mostravano, dunque, non solo un livello di degenerazione cerebrale più marcato ma anche livelli di connettività neurale più scarsi.[1]

Seconda fase: integrazione con Amino LP7

In una seconda fase i ricercatori scoprivano che integrando la dieta dei topi con l’integratore Amino LP7, una combinazione di aminoacidi essenziali, si poteva inibire il danno cerebrale provocato dalla dieta a basso contenuto proteico.
I topi che non assumevano Amino LP7, infatti, mostravano alti livelli di degenerazione cerebrale progressiva mentre i topi che l’assumevano vedevano la morte neurale soppressa e una riduzione della stessa degenerazione cerebrale anche se gli aggregati di proteine Tau comunque restavano.
Akihiko Kitamura, altro scienziato impegnato nello studio, spiega che questi risultati mostrano che “è possibile superare questa deposizione di Tau e prevenire l’atrofia cerebrale tramite l’integrazione con Amino LP7”.[1]

Terza fase: analisi genetiche

Per capire come questo speciale integratore agiva sul cervello, i ricercatori hanno condotto analisi genetiche, soprattutto in relazione ai cambiamenti che lo stesso integratore apportava nel cervello degli animali. Scoprivano che l’integratore andava a ridurre l’infiammazione impedendo alla chinurenina, un induttore della stessa infiammazione, di penetrare in alcune aree del cervello cosa che a sua volta impediva al cellule immunitarie di diffondere l’infiammazione tra i neuroni. Inoltre i risultati di questa fase di analisi genetica suggerivano che l’integratore Amino LP7 riduceva anche la morte neuronale e in generale migliorava il livello di connettività neuronale.[1]

Effetti anche sugli esseri umani?

La speranza è, naturalmente, che questi risultati possano un giorno rivelarsi effettivi anche negli esseri umani. Nel caso lo fossero, si potrebbe pensare ad una nuova terapia basata sull’assunzione di aminoacidi essenziali per contrastare lo sviluppo della demenza, in particolare dell’Alzheimer, tra la popolazione, una vera e propria piaga che sta coinvolgendo sempre più milioni di persone in tutto il mondo.

Note e approfondimenti

  1. [Press Release] A Diet of Essential Amino Acids Could Keep Dementia at Bay, Finds Study – National Institutes for Quantum Science and Technology (IA)
  2. Neurodegenerative processes accelerated by protein malnutrition and decelerated by essential amino acids in a tauopathy mouse model (IA) (DOI: 10.1126/sciadv.abd5046)

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