Scoperta molecola responsabile del meccanismo del dolore

In base alla scoperta secondo cui, se manca una particolare proteina durante lo sviluppo del feto, in quest’ultimo non si sviluppano quei neuroni che trasmettono il dolore, un gruppo di ricercatori del Karolinska Institutet in Svezia pensa sia possibile creare nuovi farmaci per trattare proprio il dolore, sia in quei casi in cui manca del tutto o il suo livello risulta troppo basso, sia in quei casi in cui possono scatenare patologie croniche.
Già precedentemente, infatti, diverse ricerche avevano associato cinque geni specifici al dolore e ciò è testimoniato anche dal fatto che le persone che nascono con una mutazione di uno di questi geni non sono in grado di provare dolore.

Non sentire dolore, contrariamente a quanto si possa comunemente pensare, è una condizione molto debilitante; tutto l’apparato che sta dietro la trasmissione della sensazione del dolore al cervello risulta infatti necessario per potersi difendere da molte tipologie di attacchi che il nostro corpo può subire, sia dell’esterno che dall’interno.
Tuttavia il meccanismo che sta dietro il dolore stesso risulta tutt’oggi sostanzialmente sconosciuto.

Nel corso di alcuni esperimenti sui topi, i ricercatori svedesi, che hanno pubblicato i risultati del proprio lavoro su Cell Reports, hanno bloccato l’espressione del gene PRDM12 nelle cellule staminali legate a diversi tipi di neuroni. Eseguendo questa azione i ricercatori scoprivano che i topi non sentivano più il dolore, ad esempio alla temperatura o a una puntura.
La stessa Saida Hadjab, ricercatrice presso il Dipartimento di Neuroscienze dell’Istituto svedese, si dichiara sorpresa dal fatto che una sola proteina possa avere una funzionalità così ampia.

I ricercatori sospettano che una errata regolazione del gene possa contribuire a patologie quali il dolore cronico o altre condizioni di dolore cronico.
Ulteriori esperimenti dovranno comunque essere effettuati su animali adulti, rimuovendo ad esempio questa proteina dai neuroni del dolore, per identificare le sostanze ausiliarie di cui la proteina PRDM12 ha bisogno per funzionare.
Ulteriori risultati potrebbero aiutare nella creazione di farmaci per trattare quelle persone che soffrono di dolori debilitanti o di dolore cronico.

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