Scoperta muraglia sottomarina di 7000 anni fa, ecco a cosa serviva

Alcuni dei ritrovamenti archeologici sulla costa di Haifa, Israele, effettuati dai ricercatori. Diversi di essi suggeriscono la costruzione di una grossa scogliera artificiale per proteggere la costa dall'innalzamento del mare (credito: Ehud Galili per tutte le foto tranne foto G che è opera di Vered Eshed)

Può essere considerata come la diga più antica del mondo quella scoperta presso l’insediamento di Tel Hreiz, nei pressi di Haifa, in Israele. Questo sito fu scoperto nel 1960 quanto già diversi sub scoprirono strumenti fatti di silice e ossa umane sotto il livello del mare ma lo stesso sito ha attratto relativamente poca attenzione fino al 2012.
In quell’anno, infatti, c’è stato un forte evento di tempeste che hanno spostato grosse masse di sabbia e hanno fatto emergere una nuova struttura fatta di diversi massi e pietre.

Jonathan Benjamin, esperto archeologo marino della Flinders University, insieme al suo collega Ehud Galili, dell’Università di Haifa, ha cominciato dunque ad analizzare questa strana struttura sottomarina scoprendo che si trattava di una sorta di scogliera artificiale risalente a 7000 anni fa.
La deduzione è arrivata dopo una serie di ipotesi (all’inizio era stata proposta l’ipotesi di un recinto che doveva contenere animali o anche quella di una muraglia di difesa contro i predoni) a seguito delle quali si è capito che l’unico nemico in vista in quest’area poteva essere solo il mare.

Questa muraglia può essere dunque considerata come la prima struttura umana, tra quelle scoperte, realizzata come difesa contro l’innalzamento del mare, un fenomeno a cui oggi siamo sempre più assistendo in relazione anche al riscaldamento globale.
Si tratta di persone che “stavano chiaramente pensando al futuro”, data anche la grandezza delle pietre poste una sopra l’altra, come spiega Marie Jackson, professoressa di geologia dell’Università dello Utah che non ha partecipato agli studi.

In effetti questa muraglia marina deve aver aiutato non poco la comunità costiera che l’ha costruita. All’epoca della sua costruzione, questa muraglia doveva ergersi per circa 2,5 metri sopra il livello del mare e la comunità che la costruì deve aver prosperato per centinaia di anni come suggeriscono le analisi di datazione al radiocarbonio di vari reperti che gli stessi ricercatori hanno effettuato.
Questa civiltà del neolitico deve dunque aver prosperato per almeno una decina di generazioni, persone che sono rimaste al sicuro in quest’area evidentemente fertile e prospera anche per quanto riguarda la pesca grazie proprio a queste mura sottomarine.

In effetti, come rilevano gli stessi ricercatori dietro questo studio, tra 7000 e 9000 mila anni fa il Mar Mediterraneo cominciò ad insinuarsi lungo la costa settentrionale di Israele innalzandosi con un ritmo di più di quattro millimetri all’anno, non pochi.
Molto probabilmente, ad un certo punto, le onde cominciarono a farsi sempre più minacciose e pericolose e le case di questa popolazione, costruite perlopiù con semplici pietre senza alcun tipo di malta, cominciarono a mostrarsi molto vulnerabili.

I danni devono essere diventati così frequenti che questa popolazione ha pensato di costruire una sorta di diga per proteggersi dal mare dal quale non potevano allontanarsi troppo perché fonte di cibo evidentemente non sostituibile.
Deve essere stato un lavoro non da poco considerando che quei massi, come hanno rilevato i ricercatori, non sembrano provenire dalla vicinanze e nelle stesse vicinanze non ci sono segni di estrazione di pietre di questa grandezza.

Fu sicuramente uno sforzo comune seguito ad un’ampia decisione della comunità, qualcosa che già di per sé dimostra quanto questa civiltà doveva essere avanzata anche sotto il profilo sociale o politico.

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