Scoperta nuova classe di pianeti superleggeri, molto di più degli stessi pianeti gassosi

Tre dei pianeti giganti in orbita intorno alla stella Kepler 51 Confrontati con alcuni dei pianeti del sistema solare (credito: NASA , ESA e L. Hustak e J. Olmsted (STScI))

I pianeti gassosi come Giove e Saturno hanno una densità molto più bassa di quella della Terra (Saturno addirittura potrebbe galleggiare in un’enorme vasca da bagno) ma ora gli astronomi hanno scoperto quella che può essere definita come una classe nuova di pianeti ancora più leggeri, diversi anche dai due pieridi più grandi del nostro sistema solare.

Piuttosto che “giganti gassosi, questi nuovi pianeti potrebbero essere classificati come “cotton candy” (“zucchero filato” in inglese), in quanto la loro densità è così bassa che sembrano gonfiati.
Grazie al telescopio Keplero ne sono stati individuati tre che orbitano intorno alla stella Kepler 51, distante da noi circa 2600 anni luce e molto simile al Sole. Questi pianeti hanno quasi le dimensioni di Giove ma solo un centesimo della sua massa.

Gli astronomi credono che potrebbero essersi formati più lontano dalla loro stella rispetto alla posizione attuale e che siano poi migrati verso l’interno. Molto probabilmente hanno un’atmosfera fatta di idrogeno ed elio a bassa densità, atmosfera che stanno perdendo nello spazio man mano che si avvicinano sempre di più alla stella.
Questa stessa fase potrebbe essere considerata una fase transitoria nell’evoluzione dei pianeti di questo tipo.

Non esiste nulla del genere nel nostro sistema solare e i primi indizi di questi pianeti super gonfi sono stati trovati nel sistema stellare di Kepler-51 nel 2012 ma solo nel 2014 ci si è accorti che le loro densità erano bassissime, così basse che hanno sorpreso gli stessi astronomi.
Ora gli astronomi hanno effettuato nuove misurazioni e sono giunti alla conclusione che la bassissima densità di questi pianeti è in parte una conseguenza della giovane età del sistema stesso, nato appena 500 milioni di anni fa, una frazione dei 4 miliardi e mezzo di anni del nostro sistema solare.

Secondo gli astronomi, questi pianeti superleggeri si sono formati al di fuori della cosiddetta “linea della neve”, un limite oltre il quale di solito ci sono solo pianeti ghiacciati. Questi pianeti hanno un’atmosfera con una densità così bassa che le stesse atmosfere dovrebbero evaporare nello spazio nei prossimi miliardi di anni.
Il pianeta più vicino alla stella, Kepler-51b, in un miliardo di anni dovrebbe essere una versione più piccole più calda di Nettuno.

Quello più lontano dalla stella, Keplero-51 d, continuerà ad essere un pianeta ultraleggero anche se si ridurrà un poco e perderà un po’ di atmosfera.
Ora i ricercatori intendono determinare la composizione chimica dell’atmosfera di questi due pianeti e a tal proposito hanno intenzione di utilizzare il prossimo telescopio spaziale della NASA, il James Webb, che con la sua capacità di guardare all’infrarosso potrebbe essere in grado di osservare oltre gli strati delle nuvole superficiali.

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