Scoperta nuova nana bianca estremamente massiccia: è la più piccola mai individuata

Rappresentazione artistica della nana bianca analizzata dai ricercatori confrontata con le dimensioni della nostra luna (credito: Giuseppe Parisi)

È la nana bianca più piccola e massiccia mai individuata quella scoperta da un team di ricercatori che hanno usato lo Zwicky Transient Facility l’osservatorio Palomar del Caltech nonché due telescopi hawaiani (WM Keck e Pan-STARRS) e i dati del telescopi spaziali Gaia e Neil Gehrels Swift.
Una nana bianca può essere considerata come il resto di una stella che collassa su sé stessa e che raggiunge una massa altissima e dimensioni molto più contenute. Si pensa che, per esempio, il nostro Sole, tra più di 5 miliardi di anni, possa diventare proprio una nana bianca, destino che d’altronde caratterizza la fase finale del 97% delle stelle.

La nana bianca individuata dai ricercatori, come spiega Ilaria Caiazzo, ricercatrice al Caltech nonché autrice principale dello studio (apparso su Nature) è molto piccola e ciò non vuol dire che sia più leggera delle altre individuate in precedenza, anzi è ancora più massiccia e dunque ancora più pesante e, scientificamente parlando, ancora più interessante.
Molto spesso le nane bianche si trovano in coppia e ruotano una intorno all’altra anche perché la maggior parte delle stelle, diversamente dal nostro sole, fanno parte di sistemi binari.
La nana bianca ha un diametro di poco più di 4000 chilometri, diametro che la rende la più piccola nana bianca mai individuata.

Denominata ZTF J1901+1458, la nana bianca individuata dai ricercatori si trova nell’ultima fase “evolutiva”.
I ricercatori pensano sia nata dalla fusione di due stelle “genitrici”, fusione che ha portato ad una nana bianca che ha una massa di 1,35 volte quella del nostro Sole e un campo magnetico estremo.
Il suo campo magnetico è infatti fortissimo ed è quasi 1 miliardo di volte più forte di quello del Sole. Questo campo magnetico gira in maniera vorticosa intorno all’asse della nana bianca compiendo una rivoluzione completa ogni sette minuti, quasi un record.

La nana bianca scoperta in questo studio è stata originata da una massa non abbastanza grande per esplodere: quando una stella “muore”, infatti, se è abbastanza massiccia esplode in una supernova di tipo Ia. Tuttavia ZTF J1901+1458 si trova al di sotto della massa “critica” e quindi è diventata una nana bianca.
In ogni caso, come spiega il ricercatore, potrebbe ancora evolversi e trasformarsi in una stella di neutroni. Di solito una stella di neutroni si forma quando una stella molto massiccia, molto di più di il nostro sole, collassa ed esplode in una supernova. Tuttavia, ma è solo una speculazione, la formazione di una stella di neutroni potrebbe avvenire anche tramite il collasso di una nana bianca abbastanza massiccia e questo potrebbe essere il caso di ZTF J1901+1458.

Il generale, come spiega la stessa Caiazzo, le domande e i misteri riguardanti le nane bianche sono ancora parecchi e riguardano tante loro caratteristiche tra cui la massa, il campo magnetico, il loro percorso “evolutivo”, eccetera. Scoprirne sempre di più aiuterà sicuramente a districare diversi di questi dubbi.

Note e approfondimenti

  1. A White Dwarf Living on the Edge – W. M. Keck Observatory (IA)
  2. A highly magnetized and rapidly rotating white dwarf as small as the Moon | Nature (IA) (DOI: 10.1038/s41586-021-03615-y)

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Data articolo