Scoperta pianta che produce fiori del tutto diversi a seconda della stagione

Fiori di Moricandia arvensis: a sinistra la versione "primaverile" , a destra quella "estiva" (credito: DOI: 10.1038/s41467-020-17875-1, Nature Communications 11, Article number: 4019 (2020))

Un fenomeno particolarmente curioso, caratteristico di una specie di pianta originaria del bacino del Mediterraneo, viene descritto in un nuovo studio apparso su Nature Communications. I ricercatori dell’Università di Granada (UGR) descrivono infatti un fenomeno di “plasticità fenotipica”, ossia quella capacità di un essere vivente di riprodurre tramite il proprio genotipo fenotipi diversi, in questo caso in risposta a fattori ambientali.

In questo caso i ricercatori hanno analizzato una pianta che produce fiori del tutto diversi tra la primavera e l’estate e in quanto il calore ambientale modifica la sua espressione genica.
Nel corso della primavera, infatti, la Moricandia arvensis produce di fiori color lilla abbastanza grandi e a forma di croce. Questi fiori servono alla pianta stessa per attirare le api affinché eseguano l’impollinazione. Questa pianta, continua però a fiorire anche durante l’estate che è abbastanza secca e calda nell’area del Mediterraneo occidentale, dove è più presente (la si può trovare, oltre che nella Spagna meridionale, anche nel Nordafrica fino al Sahara).

“Ciò è dovuto alla sua plasticità nei principali tratti vegetativi e fotosintetici che regolano il suo metabolismo a queste condizioni estreme di alta temperatura e deficit idrico”, spiega Francisco Perfectti Álvarez, un professore di genetica dell’UGR e autore principale dello studio.
Ed è proprio il caldo dell’estate ad innescare quei cambiamenti che portano questa pianta a cambiare l’espressione genica di 625 geni, cosa che la porta a produrre fiori che sono del tutto diversi. Durante l’estate produce infatti fiori molto più piccoli, arrotondati e di colore bianco, più utili per assorbire i raggi ultravioletti.

Inoltre questi fiori “estivi” attirano insetti vari e da questo punto di vista la pianta diventa più “generalista” in quanto gli insetti che eseguono l’impollinazione sono di diverse specie, cosa che permette alla pianta stessa di riprodursi con più efficienza in condizioni difficili come quelle più secche e più calde.
I ricercatori dell’Università di Granada hanno realizzato lo studio lavorando con colleghi del Consiglio superiore spagnolo per la ricerca e delle università di Vigo, Pablo Olavide e Rey Juan Carlos.

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