Scoperta riguardante grave malattia delle pecore fatta da scienziati

Un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Australia occidentale è riuscito ad identificare un composto presente nella lana di pecore merino che risulta attraente per le farfalle australiane.

Secondo Phil Vercoe, uno degli autori dello studio, questo risultato potrebbe aiutare per sviluppare nuove terapie o medicinali onde contrastare il flystrike, una patologia che colpisce gli ovini e che si diffonde tramite mosche e moscerini.
Proprio le pecore sono sensibili a questa malattia a causa della loro spessa lana: se quest’ultima è sporca o contaminata da fluidi, le mosche possono più facilmente deporre le uova all’interno della stessa lana.

Le larve, una volta che si sono sviluppate, cominciano a nutrirsi della carne della pecora causando la malattia che, come sintomi principali, vede comportamenti strani dell’animale e lana arruffata.

Come spiega Vercoe, se l’odore della lana che attrae le mosche è ereditato, i composti che gli scienziati hanno appena identificato possono infatti portare a sviluppare terapie più efficaci per contrastare questa malattia negli ovini: “Sarebbe una grande cosa per l’industria perché migliorerebbe il benessere degli animali e la produttività” .
Secondo lo scienziato, infatti, il costo che questa malattia comporta per gli allevatori e per tutta l’industria collegata alle pecore è di 280 milioni di dollari all’anno.

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