Scoperta sui depuratori d’aria per interni: non possono eliminare alcuni composti

Abstract grafico (credito: DOI: 10.1021/acs.estlett.1c00773 | Environmental Science & Technology Letters)

Secondo uno studio condotto dal Massachusetts Institute of Technology, i normali depuratori d’aria per interni, quelli che possiamo usare nelle nostre case, non sono capaci di ridurre i livelli di alcuni inquinanti che sono presenti nei composti organici volatili (Volatile Organic Compounds, VOC). Si tratta di sostanze chimiche organiche che possono essere emesse da tantissimi oggetti e prodotti per la casa, come solventi, colle, vernici, prodotti per la pulizia vari o per la cucina, eccetera. Secondo quanto spiega il comunicato del MIT, questi composti organici possono essere una fonte importante di inquinamento indoor e un’esposizione prolungata e ripetuta può arrivare a provocare problemi alla salute.[1]

Depuratori d’aria che dovrebbero rimuovere composti organici volatili

Alcuni depuratori d’aria “di livello consumer”, come vengono descritti nel comunicato, a volte promettono di poter abbassare anche livelli interni dei composti organici volatili tramite l’ossidazione fotocatalitico o la ionizzazione con la luce ultravioletta, oppure tecnologia al plasma o filtri carbonio-titanio-biossido. In realtà questa caratteristica svolge un ruolo piccolo, come specificano i ricercatori. Sembra che a fare la maggior parte del lavoro siano i filtri del depuratore. Anzi, in alcuni casi queste reazioni chimiche possono creare dei sottoprodotti, tra cui la formaldeide, che si aggiungono agli altri inquinanti nella casa.

Depuratori a volte possono immettere sostanze chimiche inquinanti

Secondo i ricercatori la rimozione dei VOC da parte di alcuni di questi depuratori “speciali” è minima e l’area che erogano potrebbe contenere a sua volta COV aggiuntivi o comunque sottoprodotti dell’ossidazione. Da quando c’è stata la pandemia la diffusione di depuratori d’aria per gli interni è aumentata molto, come spiega Charles Weschler, un esperto di inquinamento indoor della Rutgers non coinvolto nello studio. Quest’ultimo spiega che diversi di questi filtri possono immettere in casa sostanze chimiche, alcune delle quali addirittura più preoccupanti delle sostanze chimiche che dovrebbero rimuovere.[1]

Gli esperimenti con quattro depuratori d’aria

Per il loro studio i ricercatori hanno analizzato quattro depuratori d’aria disponibili in commercio con un prezzo tra i 65 $ e i 400 $, depuratori che dovrebbero eseguire varie tecnologie di pulizia, sia a livello fisico che a livello chimico, per rimuovere i VOC. Hanno fatto funzionare questi depuratori in una camera d’aria controllata che poteva contenere vari livelli di inquinanti, in particolare varie concentrazioni di due sostanze COV, il toluene e il limonene. Solo due dei depuratori rimuovevano tutti e due i COV dopo 60-90 minuti, gli altri rimuovevano solo il limonene. Si accorgevano però che la gran parte del lavoro la facevano i filtri fisici e non la tecnologia di ossidazione incorporata.[1]

Note e approfondimenti

  1. Study: Indoor air cleaners fall short on removing volatile organic compounds – cee.mit.edu (IA)
  2. Real-Time Laboratory Measurements of VOC Emissions, Removal Rates, and Byproduct Formation from Consumer-Grade Oxidation-Based Air Cleaners | Environmental Science & Technology Letters (IA) (DOI: 10.1021/acs.estlett.1c00773)

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