
Il rover Perseverance della NASA ha raggiunto una nuova area su Marte chiamata “Krokodillen”, che potrebbe contenere le rocce più antiche mai esplorate sul pianeta. La ricerca è stata descritta in un aggiornamento ufficiale pubblicato sul sito della NASA,nasa.gov[1].
Alla ricerca delle radici marziane
Situata sul pendio inferiore del cratere Jezero, Krokodillen rappresenta una zona cruciale perché segna il confine tra le rocce più antiche della parete del cratere e quelle della pianura esterna. Il team scientifico ha voluto da tempo esaminare quest’area e ora si trova a studiarla grazie ai successi ottenuti in precedenza su “Witch Hazel Hill”.
Argille, acqua e possibilità di vita
La scoperta di minerali argillosi nella zona ha destato grande interesse, poiché questi si formano in presenza di acqua liquida. Le argille, inoltre, sono note per la loro capacità di conservare composti organici. Se ne venissero trovate in abbondanza, potrebbero rafforzare l’idea di un Marte un tempo molto più umido e potenzialmente abitabile, addirittura in un’epoca geologica anteriore alla formazione del cratere stesso.
Minerali antichi e strategie di campionamento
La presenza potenziale di olivina e carbonati ai margini di Krokodillen, rilevata dalle sonde in orbita, alimenta ulteriormente la speranza di scoprire indizi climatici e biologici del passato remoto di Marte. I carbonati, in particolare, sulla Terra sono eccellenti custodi di tracce di vita antica. Perseverance sta attualmente analizzando un affioramento chiamato “Copper Cove”, che potrebbe contenere rocce risalenti all’era geologica del Noachiano.
Flessibilità e futuro della missione
Con 26 carote di roccia raccolte e 25 sigillate, il rover ha recentemente adottato una nuova strategia: lasciare alcuni campioni non sigillati per mantenere flessibilità qualora emergano formazioni geologiche più promettenti. Il campione “Bell Island”, non sigillato, potrà essere scartato se necessario. Le analisi hanno confermato che lasciare i tubi aperti non compromette la qualità del materiale raccolto e i rischi di contaminazione incrociata sono considerati minimi rispetto al beneficio di poter scegliere i campioni più significativi.


