Scoperta variante genetica che rende tendini più forti e permette salti migliori

(credito: ETH Zurich/Viktor Koen)

I tendini sono una parte importante della struttura del nostro corpo perché fanno letteralmente da collegamento tra i muscoli e le ossa. Devono essere al contempo malleabili ed elastici ma anche molto resistenti in quanto devono poter sopportare carichi elevati e stress meccanico. Una nuova scoperta sulle modalità con le quali le cellule dei tendini elaborano lo stress meccanico è stata fatta da un team di ricercatori dell’ETH di Zurigo e dell’Università di Zurigo.[1] I ricercatori hanno pubblicato il proprio studio su Nature Biomedical Engineering.[2]

I ricercatori hanno scoperto un sensore di forza molecolare che si trova all’interno delle cellule dei tendini. Questo “sensore” è fatto da una proteina del canale ionico grazie alla quale può rilevare quei piccoli spostamenti delle fibre di collagene, la materia di base della struttura dei tendini, che avvengono quando tendono a spostarsi l’una contro l’altro nel senso della lunghezza. Si tratta di un movimento che, quando è più forte del normale, provoca un rilascio da parte di questo “sensore” di ioni di calcio che cominciano a a fluire nelle cellule tendinee. Conseguenzialmente i tendini cominciano a perdere la loro caratteristica elasticità e diventano sempre più rigidi e forti. I tendini più forti si rivelano un vantaggio in cui gli sport che si basano sullo sprint e sui salti.

In passato altri ricercatori avevano scoperto una variante genetica, denominata E756del, che sembrava proteggere alcuni gruppi di persone dell’Africa occidentale da gravi casi di malattie tropicali. In questo nuovo studio i ricercatori, capitanati da Jess Snedeker, un professore di biomeccanica ortopedica, hanno scoperto che questa variante genetica è collegata a tendini più rigidi e ad una maggiore capacità di eseguire i salti.
“È affascinante che una variante del gene, che viene selezionata positivamente a causa di un effetto anti-malaria, allo stesso tempo sia associata a migliori capacità atletiche. Certamente non ci aspettavamo di trovarla quando abbiamo avviato il progetto”, spiega Fabian Passini, uno studente di dottorato del team di Snedeker nonché autore principale dello studio.
Queste informazioni, tra le altre cose, potrebbero rivelarsi utili non solo per comprendere ancora meglio come funzionano i tendini ma anche per trattare in maniera più efficiente le relative lesioni in futuro.

Note e approfondimenti

  1. How tendons become stiffer and stronger | ETH Zurich (IA)
  2. Shear-stress sensing by PIEZO1 regulates tendon stiffness in rodents and influences jumping performance in humans | Nature Biomedical Engineering (IA) (DOI: 10.1038/s41551-021-00716-x)

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