
Sembrano risalire al periodo finale dell’ultima era glaciale, probabilmente a più di 12.000 anni fa, le impronte umane scoperte in un campo base dell’aeronautica statunitense da un ricercatore della Cornell University, Thomas Urban. Lo riferisce un comunicato emesso oggi dalla stessa università che parla di “tracce fantasma”.[1]
Scoperta fortuita
Come riferisce il comunicato, infatti, le tracce che hanno trovato i ricercatori appaiono solo temporaneamente quando ci sono condizioni giuste di umidità per poi scomparire. Mentre Urban, insieme al collega Daron Duke, del Far Western Anthropological Research Group, si stava recando nei pressi sito archeologico dello Utah Testing and Training Range (UTTR) dell’Air Force, ha notato delle impronte di un essere umano scalzo, una scoperta che lo stesso scienziato definisce come “fortuita”.
Scoperte poi 88 impronte sia di adulti che dei bambini
Dopo la scoperta i ricercatori hanno eseguito analisi radar per capire la presenza eventuale di altre tracce sotto il terreno ed infatti hanno scoperto altre impronte, ben 88, di vari soggetti umani, sia adulti che bambini, tracce che possono portare a informazioni preziose della vita che si conduceva nelle Americhe nel periodo del pleistocene. I bambini le cui impronte sono state trovate nel sito avevano un’età dai 5 ai 12 anni e tutti i soggetti, sia gli adulti che i bambini, camminavano a piedi nudi.
Come si sono formate le impronte
Probabilmente hanno lasciato le impronte camminando in un ambiente con acque poco profonde. La sabbia deve avere riempito molto velocemente l’impronta una volta che i soggetti l’hanno lasciata ma sotto la stessa sabbia c’era uno strato di fango che ha permesso alle tracce di rimanere comunque impresse nel terreno.
Impronte risalgono a più di 12.000 anni fa
I ricercatori hanno calcolato che le impronte devono essere state lasciate da più di 12.000 anni dato che le condizioni che avrebbero permesso la produzione di impronte del genere non si sono verificate nell’area in almeno 10.000 anni. Tuttavia verranno fatte ulteriori analisi per confermare la datazione anche perché non è stato ancora pubblicato uno studio. I ricercatori sono convinti che ci sia ancora molto altro da scoprire in questa zona dello Utah, forse altre impronte che potrebbero essere scoperte con la tecnica del radar a penetrazione nel suolo.

