Scoperti 28 buchi neri supermassicci “nascosti” alla vista

Come potrebbe apparire uno di questi buchi neri avvolti dentro ai “bozzoli” (a sinistra). Sezione di un’immagine del Chandra Deep Field-South dove sono stati individuati i buchi neri supermassicci (credito: X-ray: NASA/CXC/Penn State/B.Luo et al; Illustration: NASA/CXC/M. Weiss)

Oggetti cosmici che erano stati precedentemente classificati in maniera diversa sono stati rianalizzati da un team di ricercatori e si è scoperto che sono tutti i buchi neri supermassicci, tutti con una massa miliardi di volte quella del Sole.
Il motivo per il quale non erano stati identificati come tali prima (erano stati per esempio riconosciuti o come galassie distanti oppure come altre tipologie di buchi neri, non supermassicci) sta nel fatto che si trovano in una fase di sviluppo in cui sono avvolti da una bolla di polvere scura e di altro materiale.

Questi veri e propri “bozzoli” sono riusciti a nascondere i raggi X luminosi emessi dal materiale che circola vorticosamente intorno ai buchi neri prima di superare l’orizzonte degli eventi.
In sostanza, i buchi neri sembravano molto più deboli di quanto invece non siano in realtà.

Si tratta di uno studio che potrebbe essere di aiuto per sviluppare nuove e più forti teorie per quanto riguarda la formazione dei buchi neri, in particolare quelli supermassicci che, si crede, si trovino al centro di ogni galassia.
E forse questo stesso studio, pubblicato sull’Astrophysical Journal, potrebbe essere d’aiuto anche per risolvere uno dei misteri più grandi collegati a questi oggetti: come hanno fatto ad acquisire tutta questa massa in così poco tempo (anche considerando l’intera età dell’universo, poco più di 13 miliardi di anni)?

Per riuscire nella giusta identificazione, i ricercatori, guidati da Erini Lambrides, astronomo della Johns Hopkins, hanno confrontato più attentamente le immagini a raggi X raccolte del Chandra Deep Field-South (CDF-S), una campagna osservativa realizzata dall’osservatorio a raggi X Chandra Tra gli anni 1999 e 2015.
Si tratta di immagini in cui oggetti sono stati osservati sia all’infrarosso che ai raggi X e in luce ottica.

I ricercatori si sono concentrati soprattutto su 28 oggetti che sembravano letteralmente offuscati quando osservati a raggi X ma molto luminosi quando osservati in luce ottica e all’infrarosso. Alla fine si sono rivelati enormi buchi neri che giostrano il movimento gravitazionale di intere galassie.

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