Scoperti 70 pianeti vaganti per la Via Lattea non orbitanti intorno ad una stella

Credito: Zakharchuk, Shutterstock, ID: 1494510281

Un nuovo studio, apparso su Nature Astronomy, annuncia la scoperta di ben 70 pianeti vaganti, un annuncio eccezionale dato che per questa tipologia di pianeti le scoperte, almeno fino a poco tempo fa, erano “centellinate”. Già da diversi mesi, invece, le scoperte di pianeti non orbitanti intorno alle stelle hanno cominciato ad apparire regolarmente nelle cronache scientifiche.
I risultati del nuovo studio potrebbero essere molto utili per capire l’origine di questi pianeti da sempre misteriosi.

I pianeti “vaganti”

I pianeti “vaganti”, talvolta denominati anche pianeti interstellari o pianeti orfani (in lingua inglese “rogue planets”, “pianeti canaglia”) sono semplicemente pianeti che non orbitano intorno ad una stella, non fanno parte di un sistema e quindi vagano liberamente all’interno della loro galassia.
Si tratta di oggetti più che sfuggenti: individuarli è sempre difficile perché non vengono illuminati da una stella e non passano davanti ad essa né subiscono un influsso gravitazionale, caratteristiche che escludono praticamente quasi tutti i metodi che oggi si usano per scoprire i pianeti.

Il metodo usato per individuarne 70

Lo studio è stato pubblicato da vari ricercatori che hanno utilizzato i dati raccolti dai telescopi dell’Osservatorio Europeo Meridionale (ESO) nonché, anche se in misura minore, di altre strutture sparse per il mondo e del telescopio spaziale Gaia dell’Agenzia Spaziale Europea.
Núria Miret-Roig, un’astronoma del Laboratoire d’Astrophysique de Bordeaux, Francia, e dell’Università di Vienna è la prima autrice dello studio.
La ricercatrice spiega che è stato possibile individuare questi pianeti grazie ad una caratteristica particolare: per milioni di anni dopo la loro formazione, i pianeti sono molto caldi, talmente caldi che brillano da soli fino a quando poi non tendono a raffreddarsi.

Analizzate milioni di sorgenti in un pezzo di cielo

La ricercatrice, con l’aiuto dei colleghi, ha quindi analizzato i livelli di luminosità, nonché altre caratteristiche come piccoli movimenti e il colore, di milioni di sorgenti diverse in un’ampia zona del cielo.
In questo modo ha potuto individuare anche gli oggetti più deboli scoprendo che almeno 70 di queste sorgenti sono in effetti pianeti con masse paragonabile a quella di Giove.
I ricercatori hanno dovuto analizzare decine di migliaia di immagini a campo ampio, raccolte durante centinaia di ore di osservazioni. Si parla di decine di terabyte di dati.

Pianeti canaglia forse non sono così rari

Questo studio suggerisce fortemente che i pianeti vaganti forse non sono così rari come si è pensato prima. Potrebbero essercene, in effetti, miliardi solo nella nostra galassia. Non li individuiamo semplicemente perché non si trovano vicino ad una stella.
Il metodo che oggi si usa di più per individuare un pianeta extrasolare, per esempio, è quello del transito: si intercetta un abbassamento di luminosità della stella causato dal passaggio di un pianeta tra la stessa stella e la Terra, il nostro punto di osservazione.

Come si formano i pianeti erranti?

Ma come si formano questi pianeti senza il “classico” disco circumstellare come è avvenuto, secondo le teorie relative alla formazione dei pianeti, nel nostro sistema solare?
Secondo gli scienziati probabilmente questi pianeti vaganti si formano dopo il collasso di una nube di gas quando quest’ultima risulta essere troppo piccola per formare una stella. In alcuni casi, però, i pianeti vaganti potrebbero essere stati letteralmente espulsi dal loro sistema a seguito di meccanismi gravitazionali in gran parte per ora ancora poco conosciuti. Questo studio, probabilmente, risulterà molto utile proprio per chiarire questi aspetti.

Note

  1. A rich population of free-floating planets in the Upper Scorpius young stellar association | Nature Astronomy (DOI: 10.1038/s41550-021-01513-x)

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