Scoperti cianobatteri a 600 metri sotto terra che vivono senza luce del sole

A sinistra uno dei campioni di roccia analizzati, a destra marcatori di cianobatteri (credito: PNAS)

Microbi che sopravvivono a più di 600 metri sotto terra all’interno di rocce senza un filo di luce solare sono stati trovati da un gruppo di ricercatori provenienti da istituzioni spagnole, tedesche statunitensi.
La ricerca presentata su Proceedings of the National Academy of Sciences, descrive i risultati dei ricercatori riguardo al loro lavoro svolto nella regione di Rio Tinto, in Spagna.

Si tratta di una regione scelta non a caso: il paesaggio ricorda infatti molto Marte, con la sua abbondanza di minerali di ferro e zolfo, e proprio per questo i ricercatori hanno inteso scoprire fino a dove la vita si può spingere per sopravvivere in ambienti del genere, così aridi e, nel caso di questa ricerca, anche così bui.
I risultati sono arrivati e sono anche abbastanza interessanti: i ricercatori hanno trovato ceppi di cianobatteri che vivono in fessure e crepe e all’interno dei campioni di roccia che hanno analizzato e che hanno portato alla luce perforando il terreno per più di 600 metri.

Non si tratta del primo caso in cui dei batteri vengono trovati a profondità del genere, senza luce del sole, ma è la prima volta che si scoprono ceppi di cianobatteri a queste profondità. I cianobatteri, infatti, hanno bisogno della fotosintesi per sopravvivere, e dunque della luce solare.
Dunque come hanno fatto questi cianobatteri a sopravvivere? Analizzandoli al microscopio, i ricercatori hanno scoperto che questi cianobatteri vivevano in sacche d’aria che si formavano tra le rocce sottoterra.

Queste sacche contenevano gas idrogeno dei quali i cianobatteri si alimentavano e lo facevano adattando il loro sistema fotosintetico grazie all’utilizzo di una “valvola di sicurezza” per produrre energia, la stessa valvola che nei cianobatteri non “sotterranei” viene utilizzata per rilasciare energia in eccesso.

Fonti e approfondimenti

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