Scoperti composti in tè verde, uva moscata e cacao che possono bloccare nuovo coronavirus

Foglie di tè verde (credito: hana kim, Pixabay, 5301025)

Alcuni composti chimici presenti in alcuni alimenti o bevande possono essere utili per contrastare il SARS-CoV-2, il virus della COVID-19, secondo uno studio prodotto da ricercatori dell’Università Statale della Carolina del Nord. Secondo i ricercatori questi composti chimici possono legarsi ad un particolare enzima, o proteasi, presente nel nuovo coronavirus onde bloccarne la funzione.

Che cosa sono le proteasi

Come spiega De-Yu Xie, un professore di biologia vegetale e microbica della suddetta università e autore corrispondente dello studio, le proteasi sono fondamentali per la vitalità non solo delle cellule ma anche dei virus.
Se si bloccano, cellule e virus non possono più accedere a diverse funzioni fondamentali, prima fra tutte la replicazione.

Proteasi del virus SARS-CoV-2 può essere bloccata da alcuni composti chimici

I ricercatori volevano trovare composti nutraceutici (un termine che è una fusione delle parole “nutrizione” e “farmaceutico”) nei vegetali che usiamo come alimenti che potessero essere utili per inibire le modalità con le quali il virus SARS-CoV-2 si lega alle cellule umane e le usa per replicarsi e diffondersi.
A tale scopo hanno quindi eseguito complesse simulazioni al computer, oltre che studi di laboratorio, per capire come la “proteasi principale” (Mpro) del virus SARS-CoV-2 reagisce di fronte ad alcuni composti chimici vegetali già noti perché hanno proprietà antiossidanti e antiinfiammatorie. Se si può inibire l’Mpro nel SARS-CoV-2 si può disattivare la sua proteasi e il virus non potrà più replicarsi.

Tè verde, uva moscata, polvere di cacao e cioccolato fondente

I ricercatori hanno individuato alcuni composti chimici presenti nel tè verde Mao-Jian (considerato come uno dei migliori verdi cinesi prodotti dalla pianta Camellia sinensis), in due varietà di uva moscata, nella polvere di semi di cacao (Theobroma cacao) e nel cioccolato fondente (entrambi provenienti dall’Ecuador), che erano in grado di eseguire proprio quest’operazione, ossia legarsi a diverse sezioni dell’Mpro.
Questa proteasi, infatti, ha una sorta di tasca e se si utilizzano i suddetti composti chimici per riempirla, la stessa proteasi perde la sua funzione.
Ad avere più successo erano i composti chimici del tè verde dell’uva moscata in quanto inibivano praticamente del tutto la funzione dell’Mpro. I composti chimici del cacao in polvere e del cioccolato fondente, invece, riducevano l’attività di questa proteasi di circa la metà.
“Le piante usano questi composti per proteggersi, quindi non sorprende che le foglie e le bucce delle piante contengano questi composti benefici”, spiega Xie. Lo studio completo è stato pubblicato su Frontiers in Plant Science.

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