Scoperti due enormi buchi neri che stanno per collidere: ecco quando avverrà la fusione

Rappresentazione artistica dei due buchi neri che si stanno avvicinando uno all'altro: i ricercatori stimano che la fusione potrebbe avvenire in circa 10.000 anni (credito: Caltech-IPAC)

Sono enormi i due buchi neri in rotta di collisione individuati da un team di astronomi. I due buchi neri, descritti in uno studio apparso su The Astrophysical Journal Letters[2], si stanno avvicinando da un centinaio di milioni di anni di miliardi di volte quella del Sole.

Due buchi neri supermassicci

Si tratta di due buchi neri supermassicci che si trovano al centro delle loro galassie. Da sempre misteriosi proprio per la loro grandezza, i buchi neri supermassicci possono avere masse equivalenti a milioni o addirittura miliardi di volte quella del Sole. Eventi di fusione di buchi neri del genere sono abbastanza rari tanto che, come riferisce un comunicato sul sito della NASA, in precedenza era stata scoperta solo una coppia di buchi neri supermassicci che si stanno avviando lentamente alla fusione.

I due buchi neri si fonderanno tra 10.000 anni

Il diametro del nuovo sistema binario di buchi neri supermassicci risulta però essere da 10 a 100 volte più piccolo di quello del sistema binario scoperto in precedenza. Ciò significa che si trovano molto più vicino e che quindi la loro fusione dovrebbe avvenire in tempi più rapidi, circa 10.000 anni secondo le prime stime fornite dai i ricercatori nel nuovo studio. 10.000 anni in effetti sono molto pochi considerando che il processo di avvicinamento, una volta che due buchi neri di queste dimensioni sono entrati uno in orbita dell’altro, impiega un periodo di circa un centinaio di milioni di anni.

Strano cambiamento di luminosità: è un secondo buco nero

Uno degli oggetti è un blazar che, come riferisce il comunicato, sembra avere un comportamento strano: il suo livello di luminosità si abbassa e si rialza in maniera molto regolare, come se ci si trovasse di fronte al ticchettio di un orologio.
Questa variazione regolare del livello di luminosità, secondo i ricercatori, è il risultato di un secondo buco nero relativamente vicino che tira il primo mentre orbitano l’uno intorno all’altro circa ogni due anni.
I ricercatori sono giunti alla conclusione utilizzando i dati raccolti fin dal 2008 e provenienti da PKS 2131-021, uno dei due oggetti, centinaia di milioni di volte più massiccio del Sole.

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Note e approfondimenti

  1. Colossal Black Holes Locked in Dance at Heart of Galaxy | www.caltech.edu
  2. The Unanticipated Phenomenology of the Blazar PKS 2131–021: A Unique Supermassive Black Hole Binary Candidate – IOPscience (DOI: 10.3847/2041-8213/ac504b)

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