Scoperti i microbi intestinali che “mangiano” farmaci per il Parkinson rendendoli ineffettivi

Enterococcus faecalis

Alcuni farmaci, una volta inseriti nel corpo umano, non hanno l’effetto desiderato, o quantomeno non a livello sufficiente, perché possono essere degradati dai microbi presenti all’interno del corpo stesso.
Un esempio concreto arriva proprio dai microrganismi del microbioma intestinale: questi ultimi possono interferire con il percorso che i farmaci ingeriti per via orale dovrebbe avere attraverso il corpo. I microbi degradano il farmaco e interferiscono con la sua azione.

Un’ulteriore prova è arrivata da un nuovo studio condotto da ricercatori dell’università di Harvard pubblicato su Science.
Lo stesso metabolismo microbico che può esserci molto utile, soprattutto per quanto riguarda la digestione, può risultare anche dannoso, come riferisce Maini Rekdal, studente della professoressa Emily Balskus e primo autore dello studio.
I microbi intestinali possono infatti “masticare” i farmaci e ciò può avere effetti collaterali pericolosi perché il farmaco stesso può alla fine può risultare tossico, non solo meno utile.

I ricercatori sono concentrati sulla levodopa (L-dopa), uno dei trattamenti primari per la malattia di Parkinson, identificando quali sono quei batteri responsabili della sua degradazione. La levodopa, una volta ingerita, deve trasportare la dopamina nel cervello per alleviare i sintomi della malattia ma solo l’1-5% di questo farmaco riesce a raggiungere il cervello. Questo perché ci sono vari enzimi nel corpo che la abbattono già nell’intestino.
I ricercatori introdussero allora un altro farmaco, la carbidopa, per bloccare questo metabolismo indesiderato che converte la levodopa in dopamina già nell’intestino ma anche in questo caso, anche se in maniera variabile da persona a persona, il metabolismo del corpo cominciava far degradare anche questo secondo farmaco procurando gravi e fastidiosi effetti collaterali in molti pazienti.

Gli scienziati hanno ipotizzato che a degradare la levodopa sono i microbi intestinali ma nessuno era riuscito ad individuare quali fossero.
Ci è riuscito Rekdal secondo cui è il batterio Enterococcus faecalis a mangiare tutta la levodopa. Il ricercatore, insieme ai colleghi, ha inoltre già scoperto una molecola che inibisce l’enzima che il batterio utilizza per degradare il farmaco. Questa molecola non uccide batteri ma interferisce solo con ilsuo metabolismo prendendo di mira un suo enzima non essenziale.

Gli stessi ricercatori hanno inoltre scoperto un secondo microrganismo, l’Eggerthella lenta, presente nell’intestino che agisce dopo che ha agito l’E. faecalis. Dopo che ques’ultimo trasforma il farmaco in dopamina già nell’intestino, questo secondo microrganismo effettua una nuova conversione trasformando la dopamina in meta-tiramina.
Tuttavia una volta che si inibisce l’enzima dell’Eggerthella lenta, questa seconda conversione non può più avvenire perché il farmaco non è più trasformato in dopamina.

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