Scoperti i primi “letti” costruiti dagli umani in grotta sudafricana

La professoressa Lyn Wadley della Wits University analizza i resti nella Border Cave, una grotta in Sudafrica (credito: Canale YouTube "Wits University OFFICIAL")

Nel corso di ispezioni archeologiche nella Border Cave, una caverna situata nella zona orientale del Sudafrica, nei pressi di una costa a scogliera, un team di ricercatori ha individuato quelle che sembrano essere tracce di letti d’erba.
Si tratta di una scoperta importante perché mostra che gli esseri umani hanno cominciato seriamente a preoccuparsi del giaciglio dove passare le ore di sonno già 200.000 anni fa. Si può dunque affermare che i primi letti, almeno considerando quelli individuati fino ad ora, risalgono a questa data.

I ricercatori hanno trovato tracce di fasci d’erba di piante appartenenti alla famiglia delle Panicoideae. Si tratta di piante a foglie larghe i cui resti risultavano essere collocati nel fondo della grotta. Questi resti di piante erano appoggiati su strati di cenere: secondo i ricercatori la cenere veniva usata per proteggersi dagli insetti striscianti nel corso del sonno.
La stessa cenere, dunque, non serviva solo a creare una base isolata e priva di sporco onde appoggiare la lettiera ma, come spiega Lyn Wadley, una nota archeologa nonché ricercatrice principale dello studio, servirà anche per tenere lontani gli insetti.
Questa cenere probabilmente era quella risultante dai fuochi che gli occupanti della grotta avevano acceso per altri motivi, anche per ripulire la grotta dalla stessa vegetazione.

Già in passato erano state trovate tracce di cenere e già allora si era capito che questi i primi umani la usavano come repellente per gli insetti. Questi ultimi, in particolare quelli striscianti, non possono infatti muoversi molto facilmente attraverso la polvere più fine. Quest’ultima va bloccare il loro apparato respiratorio portandoli alla fine alla disidratazione se restano bloccati e quindi tendono a stare lontani da polveri così fini.
I ricercatori hanno inoltre trovato tracce di Tarchonanthus, un’altra pianta cespugliosa collocata sulla sommità dell’erba della lettiera. Si tratta di una pianta che ancora oggi viene usata nelle zone più rurali dell’Africa orientale per tenere lontani gli insetti.

Sono senza dubbio giacigli per dormire in quanto i ricercatori hanno trovato, sulla lettiera, anche diversi granelli arrotondati di ocra rossa e arancione. Questi granelli devono essersi staccati da figure pitturate sulla pelle a seguito degli strofinamenti nel corso delle ore di sonno.
Quello di un giaciglio pulito e che tenesse lontano gli insetti (a tenere lontano gli altri animali c’era il fuoco che in queste caverne praticamente ardeva sempre durante le ore di buio) si è rivelato uno dei passaggi epocali e una delle strategie più importanti per avvantaggiare la stessa salute delle prime comunità umane.

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