Scoperti scarafaggi che si divorano le ali a vicenda

Salganea taiwanensis (credito: Haruka Osaki, DOI: 10.1111/eth.13133 - Ethology - Wiley Online Library)

Una ricercatrice dell’Università Kyushu, Giappone, ha scoperto che una particolare specie di scarafaggio mangia legna (Salganea taiwanensis) vanta un’usanza particolare, quella di masticarsi le ali a vicenda fino a che diventano dei veri e propri “monconi” e ciò accade dopo che si trasferiscono nelle tane dove poi allevano le larve.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Ethology, è stato ripreso, tra gli altri, anche dal New York Times.

La scoperta è stata effettuata dalla studentessa Haruka Osaki mentre raccoglieva alcuni campioni di insetti dai boschi. Proprio durante queste attività, la studentessa, che poi ha scelto proprio questo argomento per la sua ricerca di dottorato due anni dopo, ha scoperto che diversi esemplari di una specie di scarafaggio che si nutre di legno mostravano le ali con parti mancanti, come se fossero state addentate e masticate da qualcosa.
Ha quindi scoperto che non era un predatore ad effettuare questa operazione ma erano gli stessi scarafaggi della specie (credito: a masticarsi a vicenda le ali.

E gli stessi esemplari “vittime “di questa usanza non sembravano preoccuparsi troppo del fatto che le loro appendici venissero letteralmente rosicchiate dai compagni.
Per scoprire il perché, la ricercatrice ha approfondito la cosa e, grazie anche all’aiuto dei colleghi dell’Università, ha scoperto che probabilmente non si tratta di un beneficio meramente nutrizionale anche perché le ali di questa specie di scarafaggio non contengono molte sostanze nutritive.

Il beneficio, secondo i ricercatori, più che altro sta nel fatto che, negli spazi ristretti delle tane dove devono prendersi cura dei piccoli, rinunciare alle ingombranti ali potrebbe essere un vantaggio.
“Ha senso che ci sia un vantaggio nello sbarazzarsi delle ali se non hai intenzione di volare mai più”, spiega Allen J. Moore, biologo dell’Università della Georgia al New York Times.
Una volta che si sono accoppiati, infatti, gli esemplari di questa specie di scarafaggio non lasciano più la tana dove poi nascono i piccoli (di solito una cavità in un tronco marcio) e non incontrano più potenziali compagni. Vivranno prendendosi cura dei piccoli e cooperando.

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