Scoperti strani filamenti che collegavano prime forme di vita complesse negli oceani

I fossili analizzati dai ricercatori mostrano chiaramente filamenti che collegano i singoli rangeomorfi (credito: Doi: 10.1016/j.cub.2020.01.052 - Current Biology)

Le prime forme di vita complesse sulla Terra potrebbero essere state collegate da reti di filamenti forse utilizzate per l’alimentazione, la riproduzione o addirittura la comunicazione. È l’interessantissimo risultato raggiunto da un team di scienziati dell’Università di Cambridge e di quella di Oxford che hanno analizzato alcune tracce fossili di rangeomorfi (Rangeomorpha), forme di vita apparentemente simili a delle foglie vissute più di 550 milioni di anni fa negli oceani.

Nell’analizzare le tracce fossili i ricercatori hanno infatti scoperto tracce di reti di filamenti in 40 diversi siti nell’area di Terranova, in Canada. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Current Biology.

Cos’erano i rangeomorfi

I rangeomorfi erano forme di vita un po’ più complesse rispetto a quelle di tipo batterico esistite fino ad allora. Simili a delle felci, potevano crescere fino a due metri di altezza e potevano colonizzare vaste regioni del fondo del mare.
Sono considerati tra i primi animali anche se la loro stessa anatomia è molto diversa da qualunque animale che conosciamo oggi. Non avevano praticamente organi, arti o bocca e forse assumevano i nutrienti prelevandoli direttamente dall’acqua che li circondava attraverso la loro superficie.

Colonizzavano vaste aree dei fondali

La facilità con cui questi organismi colonizzavano in maniera rapida grosse aree del fondo del mare ha sconcertato da sempre gli scienziati e questa scoperta potrebbe spiegare questa particolare caratteristica, come lascia intendere Alex Liu del Dipartimento di Scienze della Terra di Cambridge, primo autore della ricerca.

Collegati l’uno all’altro da sottili filamenti

I filamenti erano lunghi da due a 40 cm, solo pochi erano lunghi fino a quattro metri. Le tracce mostrano che erano fili sottili. Probabilmente non sono mai stati individuati prima, nelle analisi di altri fossili di rangeomorfi, proprio per la loro sottigliezza e per il fatto che probabilmente i loro fossili si sono potuti conservare solo in condizioni eccezionalmente buone.

Secondo i ricercatori questi filamenti potrebbero essere stati utilizzati dai rangeomorfi per attuare una sorta di riproduzione clonale. Inoltre avrebbero potuto fornire una sorta di stabilità a queste forme di vita contro le forti correnti marine.
Infine questi stessi filamenti avrebbero potuto permettere a queste forme di vita di condividere importanti nutrienti, un po’ come avviene per le reti di radici osservate in diverse specie di alberi.

“Abbiamo sempre considerato questi organismi come individui, ma ora abbiamo scoperto che diversi singoli membri della stessa specie possono essere collegati da questi filamenti, come una rete sociale nella vita reale”, spiega Liu. “Ora potremmo aver bisogno di rivalutare studi precedenti su come questi organismi hanno interagito, e in particolare su come hanno gareggiato per lo spazio e le risorse sul fondo dell’oceano. La cosa più inaspettata per me è la consapevolezza che queste cose sono collegate. Li guardo da oltre un decennio e questa è stata una vera sorpresa”.

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo

Resta aggiornato su Facebook