Scoperto bruco che biodegrada polietilene, la plastica delle buste

Una scoperta abbastanza interessante si è verificata quando una ricercatrice e apicoltrice, nel tentativo di rimuovere alcuni parassiti dai suoi alveari, ha spostato temporaneamente in un sacco di plastica varie larve dell’insetto Galleria mellonella. Quando uno dopo un po’ di tempo si è scoperto che il sacchetto aveva moltissimi buchi, si è compreso che il verme è in grado di digerire e di biodegradare il polietilene, la plastica con cui si realizzano i miliardi di sacchetti di plastica che si utilizzano quotidianamente nel mondo.

Bertocchini, dell’Istituto di Biomedicina e Biotecnologia della Cantabria (CSIC), in Spagna, ha poi collaborato con i colleghi Paolo Bombelli e Christopher Howe presso il Dipartimento di Biochimica dell’Università di Cambridge per condurre ulteriori esperimenti.
I fori sono cominciati ad apparire dopo soli 40 minuti e dopo 12 ore si è verificata una riduzione della massa plastica di 92 mg.
Gli scienziati affermano che il tasso di degradazione è estremamente veloce rispetto ad altre recenti scoperte, come quella dell’anno scorso relativa ai batteri che biodegradavano alcune materie plastiche ad un tasso di soli 0,13 mg al giorno.

Secondo Paolo Bombelli “se un solo enzima è responsabile di questo processo chimico, la sua riproduzione su larga scala con metodi biotecnologici dovrebbe poter essere raggiungibile”.
Il prossimo passo è naturalmente isolare l’enzima responsabile, una cosa che potrebbe portare ad una soluzione forse definitiva per la riduzione relativa all’inquinamento dei materiali plastici dovuto alla diffusione inarrestabile di sacchetti della spesa.
La relazione è stato resa pubblica su Current Biology.

Fonti e approfondimenti

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