Scoperto buco nero più vicino alla Terra, fa parte di sistema con altre due stelle

Il sistema stellare composto da un buco nero intorno al quale orbitano due stelle, di cui 1+ vicina (credito: ESO/L. Calçada)

Un buco nero situato a soli 1000 anni luce di distanza da noi, il buco nero più vicino alla Terra, è stato individuato da una squadra di astronomi dell’European Southern Observatory (ESO). Il buco nero fa parte di un sistema triplo insieme a due stelle, sistema che può essere visto anche ad occhio nudo.
Secondo i ricercatori hanno effettuato la scoperta, potrebbe trattarsi della punta dell’iceberg: molte dei sistemi stellari che possiamo individuare ad occhio nudo nel cielo, infatti, potrebbero avere un buco nero come “compagno”, buco nero probabilmente mai scoperto perché difficilmente individuabile con gli strumenti che abbiamo utilizzato fino ad oggi.

La sorpresa: un buco nero di un sistema che può essere visto ad occhio nudo

Gli stessi ricercatori dichiarano di essere rimasti molto sorpresi dalla scoperta di un buco nero facente parte di un sistema stellare che può essere addirittura visto ad occhio nudo, come spiega Petr Hadrava, scienziato dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca a Praga, uno degli autori della ricerca.
Le due stelle del sistema triplo, infatti, possono essere individuate, naturalmente come una fonte di luce unica, dall’emisfero meridionale in una notte limpida senza neanche un binocolo.

Strana orbita di una delle due stelle

Lo studio, pubblicato oggi su Astronomy & Astrophysics, descrive il sistema HR 6819 ed è scaturito da una ricerca più ampia incentrata sulle analisi dei sistemi stellari binari. Nel rovistare tra i dati del telescopio MPG/ESO da 2,2 metri all’Osservatorio ESO di La Silla in Cile, tuttavia, i ricercatori hanno scoperto che una delle due stelle di questo sistema binario sembrava ruotare intorno ad un oggetto invisibile, rotazione che durava 40 giorni, mentre l’altra stella non subiva più di tanto questo effetto essendo situata ad una distanza più ampia.

Buco nero di massa stellare non violento

Secondo quanto spiega Dietrich Baade, altro astronomo impegnato nello studio, c’è voluto un po’ di tempo per effettuare la scoperta in quanto per determinare questo strano periodo orbitale della stella le osservazioni stesse dovevano essere fatte per diversi mesi.
Alla fine i ricercatori hanno individuato un buco nero, probabilmente di massa stellare, che sembra non interagire poi tanto violentemente con l’ambiente circostante e proprio per questo è interamente nero ed è stato individuato solo grazie alla strana rotazione della suddetta stella. L’oggetto dovrebbe avere una massa almeno quattro volte quella del Sole e non può essere altro che un buco nero.

Centinaia di milioni di buchi neri là fuori?

“Devono esserci centinaia di milioni di buchi neri là fuori, ma ne conosciamo solo pochissimi. Sapere cosa cercare dovrebbe metterci in una posizione migliore per trovarli”, spiega Thomas Rivinius, altro autore dello studio e scienziato dell’ESO.
Proprio per questo il sospetto forte che si tratti della “punta di un iceberg”: a questo punto altri sistemi stellari, binari o tripli, con orbite strane di una o più delle stelle del sistema potrebbe portare alla scoperta o alla conferma dell’esistenza di un buco nero.

Già sospettato un altro sistema

Uno dei sistemi maggiormente sospettati è già stato individuato dagli stessi ricercatori: si parla di LB-1, un altro sistema stellare, probabilmente triplo, un po’ più lontano di HR 6819 ma relativamente così vicino che lascia pensare che questi sistemi con buchi neri a seguito non siano poi così rari.
Questi buchi neri sono il risultato dell’evoluzione stessa delle stelle più grandi: quelle con una massa di almeno otto volte quella del Sole alla fine esplodono in una potente deflagrazione denominata “supernova” che lascia dietro di sé un buco nero.

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