
Gli astronomi hanno rilevato un comportamento sorprendente nella Piccola Nube di Magellano, una galassia vicina alla nostra: si muove in due direzioni contrapposte. Lo studio è stato pubblicato su The Astrophysical Journal Letters[1].
Una galassia che si allunga in più direzioni
Grazie ai dati del satellite Gaia, un gruppo di ricercatori giapponesi ha analizzato oltre 4200 stelle variabili Cefeidi nella Piccola Nube di Magellano. Queste stelle, essendo pulsanti, permettono una misurazione precisa della distanza. Lo studio ha rivelato che le stelle più vicine a noi si muovono verso nord-est, mentre quelle più lontane si spostano in direzione sud-ovest. Un movimento che si sovrappone a un secondo, già osservato in stelle più giovani e massive, lungo un asse nord-ovest/sud-est.
Trascinata da più forze gravitazionali
Secondo gli autori, tra cui il dottorando Satoya Nakano e Kengo Tachihara dell’Università di Nagoya, la Piccola Nube di Magellano sembra essere stirata da almeno due forze gravitazionali distinte: da un lato quella della sua vicina più grande, la Grande Nube di Magellano, dall’altro un effetto ancora non ben identificato, forse legato alla Via Lattea. Questo comportamento suggerisce che la galassia stia subendo una deformazione complessa e potenzialmente distruttiva.
Fine del mito della rotazione galattica?
Lo studio ha anche confermato che la Piccola Nube di Magellano non ruota come fanno altre galassie. Questo rafforza l’ipotesi che la sua forma irregolare e il suo comportamento dinamico siano il frutto di interazioni violente con le galassie vicine. Inoltre, la mancanza di correlazione tra la distanza delle stelle e le loro velocità radiali suggerisce che le due direzioni di allungamento rilevate derivino da meccanismi differenti.
Un invito a ripensare i modelli cosmici
Questi risultati mettono in discussione molte teorie precedenti sulla struttura e sull’evoluzione delle galassie satelliti della Via Lattea. Secondo Nakano, è urgente realizzare nuove simulazioni che tengano conto del comportamento non rotante della Piccola Nube di Magellano. L’assenza di prove del cosiddetto “controponte”, una struttura predetta da vecchi modelli, sottolinea ancora di più la necessità di aggiornare la nostra comprensione dell’universo vicino.


