Scoperto forse raro buco nero di massa intermedia

La galassia ospitante il probabile buco nero di massa intermedia (crediti: raggi X: NASA / CXC / UNH / D.Lin et al, Ottico: NASA / ESA / STScI)

Quando si pensa ai buchi neri di solito la mente va subito ai buchi neri supermassicci, a volte più massicci del nostro sole di miliardi di volte, oppure a quelli di massa solare che si formano quando una grande stella collassa su se stessa. Esistono però molti tipi di buco nero in agguato nell’universo e uno dei più rari è proprio il buco nero di massa intermedia.

Si pensa che i buchi neri di massa intermedia possano essere considerati come “semi” per i buchi neri supermassicci in quanto, fin dalla loro nascita, cominciano ad attrarre materia fino a diventare enormi. Tuttavia sono stati trovati pochissimi candidati di buchi neri intermedi.

Una nuova ricerca, prodotta da un gruppo di astronomi che ha utilizzato i dati dell’osservatorio spaziale XMM-Newton X-ray dell’ESA, così come quelli dell’Osservatorio X-Ray Chandra della NASA e del Telescopio X-Ray Swift, hanno trovato le prove di quello che potrebbe essere un buco nero di massa intermedia.
Hanno infatti rilevato un’enorme ondata di radiazioni all’esterno di una lontana galassia, radiazione probabilmente causate dal passaggio di una stella della suddetta galassia vicino al buco nero con conseguente inghiottimento da parte di quest’ultimo.

Secondo Dacheng Lin dell’Università del New Hampshire, uno di scienziati ha condotto la ricerca, “Questo è incredibilmente eccitante: questo tipo di buco nero non è stato individuato così chiaramente prima. Sono stati trovati alcuni candidati, ma nel complesso sono estremamente rari e molto ricercati: questo è il miglior candidato per il buco nero di massa intermedia osservato finora”.

Uno dei misteri di due buchi neri di massa intermedia riguarda proprio la loro formazione: secondo gli scienziati i buchi neri di massa intermedia si formano all’interno di dense nubi stellari. Una volta che il buco nero si è formato comincia a divorare la materiale circostante ma quando esso, costituito perlopiù da polveri e gas, termina, il buco nero resta senza cibo. Proprio perchè non diventano enormi, la loro radiazione è limitata e dunque sono più difficilmente individuabili rispetto ai buchi neri supermassicci.

L’unico metodo, attualmente conosciuto, per individuare un buco nero medio ù aspettare che una stella di passi vicino e comincia a disintegrarsi a causa della forte gravità del buco nero stesso. è proprio questo il metodo che hanno utilizzato per individuare il candidato poi annunciato nello studio apparso su Nature Astronomy, situato in una galassia lontana 740 milioni di anni luce.

Fonti e approfondimenti



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