Scoperto (forse) un pianeta che vaga nella via Lattea di dimensioni terrestri

Un pianeta “canaglia”, ossia un pianeta che vaga per la via Lattea dopo essere sfuggito all’attrazione gravitazionale del proprio sistema, è stato probabilmente scoperto da un team di ricercatori nel contesto della collaborazione tra OGLE (Optical Gravitational Lensing Experiment) e KMTN (Korean Microlensing Telescope Network), come rileva Universe Today. Usiamo la parola “probabilmente” perché c’è comunque una possibilità che il pianeta faccia parte di un sistema stellare e che orbiti molto lontano dalla sua stella.

Massa compresa tra quella di Marte è quella della Terra

Questo pianeta alla deriva sembra avere una massa compresa tra quella di Marte e quella della Terra ma la vera sfida è stato individuarlo dato che al momento gli unici metodi che si conoscono per individuare un pianeta che si trova al di fuori del sistema solare dipendono tutti dal fatto che il pianeta deve ruotare intorno alla stella e deve far parte dunque di un sistema stellare.
I ricercatori in questo caso sono riusciti a scoprire il pianeta tramite la tecnica del microlensing che hanno pubblicato uno studio per il momento su arXiv.

Come un pianeta sfugge al proprio sistema e diventa “vagante”

I modelli di formazione dei pianeti che attualmente sono tra i più accettati dagli astronomi prevedono che nella fase caotica iniziale possa accadere un evento raro ma neanche tanto: a seguito delle complesse orbite e delle forti interazioni gravitazionali tra la stella e gli altri pianeti, soprattutto i più grandi, i pianeti più piccoli possono essere letteralmente proiettati nello spazio profondo.
Come descrivono gli autori dello studio, in base alla teoria dell’accrescimento del nucleo, la teoria principale riguardante la formazione dei pianeti, le masse dei pianeti che corrono il pericolo nella fase iniziale di essere proiettati nello spazio profondo sono compresa tra 0,3 e 1,0 masse terrestri.

Effetto della lente gravitazionale

L’unico modo per intercettare pianeti del genere nell’oscurità dello spazio, almeno per il momento, è usare le lenti gravitazionali. In base a questo effetto, tra l’altro previsto anche da Einstein, la luce proveniente da una sorgente distante può essere piegata e a volte ingrandita da un corpo che si frappone tra la sorgente stessa e l’osservatore, in questo caso la Terra.
La fase durante la quale il corpo si frappone giusto nel mezzo, dal nostro punto di vista, può durare anche solo pochi minuti e dunque bisogna essere molto fortunati per intercettarla, soprattutto se il corpo che piega la luce non è di grosse dimensioni.

Scoperto pianeta OGLE-2016-BLG-1928

A seconda di come e di quanto si piega la luce, gli astronomi possono dedurre varie importanti informazioni. In questo caso l’oggetto che ha piegato la luce proveniente da una sorgente lontana era proprio un pianeta, poi denominato OGLE-2016-BLG-1928.
Tuttavia essendo relativamente piccolo, scoprire l’effetto di microlensing che produce è stata una vera e propria sfida tanto che secondo gli autori dello studio è una delle “microlenti a breve termine più estreme scoperte fino ad oggi”. L’effetto di microlensing, infatti, in questo caso è durato solo 41,5 minuti.

Potrebbero esserci trilioni di pianeti vaganti nella via Lattea

I ricercatori inoltre teorizzano che possano esserci miliardi o anche trilioni di pianeti che fluttuano in questo modo nella via Lattea e che naturalmente sono molto difficili da individuare semplicemente perché non si trovavano vicino ad una stella.
Fino ad oggi, prima di OGLE-2016-BLG-1928, erano stati scoperti solo altri quattro pianeti “canaglia” o “vaganti”.

Potrebbe anche far parte di un sistema stellare

Tuttavia gli stessi ricercatori fanno capire che esiste anche una possibilità, che non si può escludere, che OGLE-2016-BLG-1928 in realtà faccia comunque parte di un sistema stellare ma che si trovi in un’orbita molto esterna.
I ricercatori sono stati in grado di escludere solo che la stella si trovi ad una distanza più piccola di 8 unità astronomiche, tuttavia i pianeti possono orbitare intorno ad una stella anche a distanze più grandi. Nonostante questa incertezza di fondo, la scoperta di questo evento di microlensing è importante perché potrebbe indicare il primo pianeta pagante della via Lattea delle dimensioni terrestri mai scoperto.

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