Scoperto nuovo anticorpo nel sangue di un paziente che protegge da numerosi ceppi influenzali

Un particolare anticorpo che, almeno nei topi, funge da barriera per varie forme di influenza, alcune delle quali letali, è stato scoperto da un gruppo di ricercatori di vari istituti americani. Si tratta di una scoperta importante soprattutto per quanto riguarda il percorso relativo alla costituzione di un vaccino universale che possa proteggere da tutti o dalla maggior parte dei ceppi di virus influenzali, soprattutto in chiave pandemica.

I virus influenzali rappresentano un problema soprattutto perché ogni anno nascono nuovi ceppi. Questo significa che i ricercatori ogni anno devono progettare nuovi vaccini, come spiega Ali Ellebedy, assistente professore di patologia e immunologia all’università Washington ed uno degli autori della ricerca apparsa su Science . Proprio per questo avere un vaccino che protegga da tutti i ceppi dell’influenza sarebbe un risultato storico.

Il ricercatore ha scoperto due anni fa un particolare anticorpo, una proteina immunitaria nel sangue di un paziente ricoverato per influenza al Barnes-Jewish Hospital di St. Louis. Il campione di sangue che ha analizzato era insolito perché conteneva anticorpi contro l’emoagglutinina, la proteina principale che si trova nel virus, ma anche altri anticorpi i cui obiettivi sembravano sconosciuti.

Facendosi aiutare da Florian Krammer, professore di microbiologia della Icahn School of Medicine at Mount Sinai, Ellebedy scopriva che almeno uno dei tre anticorpi misteriosi bloccava l’attività della neuraminidasi, un’altra importante proteina alla base dei virus dell’influenza essenziale per la sua replicazione.
Per scoprire se questi anticorpi potevano essere usati per trattare l’influenza, i ricercatori li hanno poi testati sui topi affetti da virus influenzali letali. Tutti e tre gli anticorpi si rivelavano efficaci contro diversi ceppi di influenza e uno di essi, denominato 1G01, proteggeva i topi da tutti e 12 i ceppi influenzali testati.

“Tutti i topi sono sopravvissuti, anche se hanno ricevuto l’anticorpo 72 ore dopo l’infezione”, spiega Ellebedy. “Si sono sicuramente ammalati e hanno perso peso, ma li abbiamo comunque salvati. È stato notevole. Ci ha fatto pensare che potrebbe essere possibile usare questo anticorpo in uno scenario di terapia intensiva quando hai qualcuno malato di influenza ed è troppo tardi per usare il Tamiflu (quest’ultimo è un farmaco che si usa contro le infezioni influenzali e che inattiva la neuraminidasi, ndr)”.
Ora i ricercatori stanno lavorando intensamente per sviluppare nuovi vaccini per l’influenza basati proprio sull’anticorpo 1G01, un approccio alternativo che potrebbe rivelarsi molto importante per sviluppare un vaccino davvero universale.

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