Scoperto nuovo ittiosauro del giurassico diverso da qualsiasi altro esemplare

Thalassodraco etchesi (credito: Megan Jacobs)

Un rettile marino di dimensioni contenute, già soprannominato “drago marino”, vissuto circa 150 milioni di anni fa, viene descritto in un nuovo studio pubblicato su PLOS ONE. Si tratta di una nuova specie di ittiosauro che, secondo i ricercatori, era in grado di immergersi a profondità degne di nota.

Resti fossili trovati lungo la costa inglese della Manica

I ricercatori hanno studiato i resti fossili di un esemplare lungo circa 1,8 metri, resti scoperti dal collezionista di fossili Steve Etches a seguito dello sbriciolamento di un pezzo di costa lungo il mare della manica, nel Dorset, in Inghilterra.
I resti si sono fossilizzati sul fondale del mare, evidentemente dopo il decesso dell’animale, e sono stati poi racchiusi in uno strato di calcare che ha permesso uno stato di conservazione eccezionale tanto che i ricercatori hanno potuto osservare anche i profili di alcuni organi interni.

Thalassodraco etchesi, una nuova specie

Facente parte degli ittiosauri, questo piccolo rettile marino è stato denominato Thalassodraco etchesi. Il nominativo “etchesi” è dovuto al fatto che i resti fossili sono stati ospitati per anni nell’Etches Collection Museum del Jurassic Marine Life, a Kimmeridge, Dorset mentre la denominazione “Thalassodraco” sta a significare “drago del mare”.
A seguito di varie analisi, dopo un anno di lavoro, i ricercatori, come spiega Megan L. Jacobs, una paleontologa nonché dottoranda in geoscienze della Baylor University, una delle autrici dello studio, non sono riusciti a trovare alcuna corrispondenza con altri ittiosauri del giurassico già catalogati in precedenza.

Ricostruzione scheletrica del Thalassodraco etchesi (credito: DOI: 10.1371/journal.pone.0241700, PLoS ONE 15 (12))

Caratteristiche morfologiche particolari

Secondo i ricercatori questo animale era solito immergersi nelle profondità come fanno oggi i capodogli, come spiega la stessa ricercatrice che ha analizzato in particolare la gabbia toracica la quale sembrava essere molto profonda, caratteristica che li aiutava a trattenere maggiormente respiro per periodi più lunghi.
Inoltre questo ittiosauro presentava degli occhi molto grandi, altra cosa che indicava che era capace di vedere meglio in condizioni di luce più scarsa, dunque fin negli abissi. Altra caratteristica distintiva sono le pinne, relativamente piccole, tramite le quali, evidentemente, questo ittiosauro nuotava con uno stile abbastanza distintivo e diverso rispetto a quelli di altri ittiosauri della sua epoca o di epoche contigue.

Dentatura particolare, diversa da quella di altri ittiosauri

Infine i ricercatori si sono soffermati sulla dentatura notando centinaia di denti minuscoli del tutto lisci, caratteristica che indica che si nutriva soprattutto di piccoli pesci e calamari.
Il fatto che si trattava di denti del tutto lisci contrasta con il fatto che tutti gli altri ittiosauri catalogati in precedenza avevano invece denti non sono più grandi ma caratterizzate dalla presenza di creste striate abbastanza prominenti.

Strettamente correlato al Nannopterygius

Secondo la Jacobs il Thalassodraco etchesi era strettamente correlato al Nannopterygius, un genere di ittiosauri del tardo giurassico che frequentava i mari al largo delle coste di Europa, Russia e Artico. Il Nannopterygius rimase a vagare per i vari per diverse decine di milioni di anni, da 248 milioni di anni fa fino a circa 90 milioni di anni fa, prima dell’estinzione.
Il Thalassodraco etchesi risulta inoltre imparentato ad altri generi della famiglia degli oftalmosauridi tra cui il Gengasaurus e il Paraophthalmosaurus.

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